BREXIT: La svolta del XXI secolo

Nell’ultimo anno non si fa altro che sentir parlare di una certa ‘Brexit’… ma di cosa si tratta esattamente? Innanzitutto, cerchiamo di analizzare il termine: ‘Brexit’ nasce dall’unione di due parole inglesi, ‘Britain’ ed ‘exit’. Essa, infatti, sta ad indicare l’atto di uscita dall’Unione Europea da parte della Gran Bretagna.

Il primo passo fatto dal Regno Unito è stato il referendum consultivo avvenuto il 23 giugno 2016, per verificare il sostegno alla continuazione della permanenza del Regno Unito nell’UE; negli anni successivi vi sono state diverse trattative per trovare, finalmente, un accordo che fosse equo per entrambe le parti. Il Regno Unito ha lasciato l’Europa il 31 gennaio 2020 ma, fino a dicembre dello stesso anno, sono rimaste le stesse regole fiscali e doganali. Resta inevitabile domandarsi se, di circa 67 milioni di persone, nella Gran Bretagna siano tutti d’accordo per questa scelta.

Cosa ha spinto la fazione pro-brexit a portare a termine questa decisione?

Le argomentazioni portate avanti dal primo ministro britannico Boris Johnson sono valide e convenienti per la Gran Bretagna, un po’ meno per l’Unione Europea. In effetti, le motivazioni sono principalmente di carattere economico e finanziario: sembra che la Gran Bretagna perda tempo e denaro a stare dietro ai tempi, alla burocrazia e ai fondi dell’Unione Europea.

Favorendo l’uscita del paese dall’UE la Gran Bretagna può adoperare i 20 miliardi di sterline all’anno, che normalmente verrebbero utilizzati per contribuire all’Unione, per cause interne e interessi personali. Per quanto riguarda le motivazioni di carattere legislativo, molte leggi applicate per l’Unione Europea non vedevano d’accordo la Gran Bretagna che, a questo punto, può tornare a scegliere per se stessa. Ultimo, ma non per importanza, è il problema della sicurezza sia per quanto riguarda le migrazioni che per il terrorismo: avere delle frontiere controllate ancor di più di quanto avveniva prima, consente una maggior sicurezza dei cittadini britannici affinché si evitino flussi migratori clandestini e circolazioni di armi e droghe.

Al contrario, cosa ne pensa la fazione contro-Brexit?

L’uscita della Gran Bretagna dall’UE rischia di provocare una reazione a catena negativa, in quanto altri paesi potrebbero essere influenzati da questo nazionalismo. Come se non bastasse, il distacco procurerà un danno ai mercati finanziari, dato che solitamente metà delle esportazioni della Gran Bretagna spettavano all’Unione; ciò implica l’aumento dei costi aggiuntivi delle importazioni ed esportazioni, rendendo più cara la vita per i cittadini britannici. Per di più, il Regno Unito deve pagare una “legge di divorzio” di 25 miliardi di sterline entro il 2057, questo per adempiere a tutti gli impegni finanziari assunti da membro dell’UE. Essere al di fuori dell’UE significa che la Gran Bretagna non beneficia automaticamente dei futuri accordi commerciali del continente con altri paesi. Boris Johnson, nonostante ciò, dichiara di voler rendere il Regno Unito “un amico” dell’UE, ed è pronto a collaborare tramite accordi che gioveranno ad entrambi. La Brexit ha anche causato problemi per i lavoratori che non risiedono nell’isola, per non parlare dei viaggiatori che d’ora in poi avranno bisogno di un passaporto per entrarci.

Altre conseguenze sono legate alla salute, infatti se ci si ammala nel Regno Unito, non sarà possibile utilizzare la tessera sanitaria europea. Con l’entrata in vigore della Brexit, sorge anche una serie di problematiche legate al mondo della musica: gli artisti non possono più muoversi tra il Regno Unito e l’UE senza il visto per lunghi soggiorni, e ciò metterebbe davvero a rischio la stagione dei concerti e dei tours, quando si potrà tornare a organizzarne. Il governo del Regno Unito ha assicurato che durante i negoziati sulla Brexit ha presentato a Bruxelles proposte per raggiungere un accordo sugli spostamenti temporanei per i viaggiatori d’affari che avrebbe riguardato i musicisti, ma l’UE ha rifiutato. Senza un visto speciale, i costi di organizzazione dei propri tours in Europa di artisti e band lieviterebbero.

I cittadini londinesi protestano contro la Brexit.

Infine, qual è la situazione Brexit nel gennaio 2021?

Abbiamo parlato dei viaggiatori, che troveranno delle difficoltà per visitare il bellissimo paese: c’è da tenere presente che, se un cittadino dalla Gran Bretagna si sposta in Europa, e viceversa, viene sicuramente riconosciuto come cittadino di paesi terzi. Se invece un cittadino britannico vuole soggiornare nell’UE, può farlo senza necessitare di permessi, solo se si tratta di un periodo di massimo 90 giorni, e inoltre non ha diritto a lavorare lì. Anche per chi deve andare a studiare nelle università inglesi ci sarebbero delle complicazioni riguardanti il costo, che sarà più salato. Tra le insidie del nuovo anno per la Gran Bretagna ci sono: l’Irlanda del Nord e la Scozia, che richiede un nuovo referendum: quest’ultima ha dichiarato più volte che ha intenzione di combattere per l’indipendenza dal Regno Unito, per poter tornare nell’Unione.

In conclusione, potremmo far riferimento ad un aneddoto simpatico riguardante i doganieri olandesi che, a causa delle norme post-Brexit, hanno cominciato a sequestrare panini al prosciutto agli automobilisti in arrivo dalla Gran Bretagna: a causa di questo scisma, è ora proibita l’importazione di alcuni cibi in Europa.

Alessandra Cerrone, Gaia Fiacconi, Ana Maria Roxan Filimon, Valentina Pichi, Mabinty Soumah, Giulia Stivali.

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