Intervista impossibile a Maria Maddalena Rossi

Oggi incontriamo una Madre Costituente, donna dalla vita politica molto attiva, che ha combattuto per far valere dei principi, che ha denunciato le circa 60000 marocchinate avvenute in Italia. Nata il 29 settembre 1906 a Codevilla. La sua personalità è legata principalmente all’emancipazione femminile. Stiamo parlando di Maria Maddalena Rossi.

 Una domanda scontata ma inevitabile. Ha nostalgia della vita di qua?

Francamente si, ho vissuto una vita ricca di battaglie, soddisfazioni e riconoscimenti.

Dopo la sua iscrizione nel Partito Comunista Italiano e la partecipazione al “Soccorso Rosso” per il reperimento di fondi a sostegno della lotta clandestina, ci potrebbe raccontare cosa è successo?

Si, anche se per me è un tasto dolente, però vi posso dire che nel 1942, quando fui scoperta dalla polizia fascista, venni arrestata a Bergamo e inviata al confino per  essere successivamente liberata dopo il 25 luglio 1943. Sono stati anni duri, ma nonostante l’arresto non mi sono mai persa d’animo, anzi in me bramava il desiderio di portare avanti le battaglie in cui ho creduto fermamente.

Mi viene da chiederle che cosa pensa della sua attività politica e non rimpiange di aver dovuto abbandonare il suo camice bianco di dottoressa in chimica dedicato a un lavoro di ricerche scientifiche?

La cosa che io considero più importante nella mia vita è quella di contribuire con tutte le mie forze e capacità al rinnovamento dell’Italia, perché il nostro popolo veda realizzare le sue aspirazioni di pace e di giustizia, per questo ho deciso di dedicare il mio tempo alla politica e non alla ricerca scientifica.

Ora, se è d’accordo, vorrei chiederle di cambiare argomento, per renderci partecipi delle sue battaglie per l’emancipazione femmine.

Dopo la mia elezione come presidente dell’UDI (Unione Donne Italiane) nel 1944, sono stata eletta all’Assemblea Costituente nel 1946 dove ho sostenuto alcune battaglie per il riconoscimento della parità femminile sia nella famiglia che nel mondo del lavoro, affermando l’obbligo dello Stato di tutelare la famiglia e l’eguaglianza morale e civile dei coniugi e dichiarandomi contraria al principio della indissolubilità del matrimonio.

La sua battaglia è continuata anche dopo, quando è stata per due volte rieletta in Parlamento. In particolare ci riferiamo al suo intervento in aula  il 7 aprile 1952  che noi conosciamo come “MAROCCHINATE”.

Durante il mio intervento ho chiesto esplicitamente un indennizzo per le donne e le famiglie vittime delle “marocchinate”, uno dei drammi più angosciosi del periodo della Liberazione. Molte donne subirono le violenze sessuali e fisiche perpetrate dai goumier francesi, nel periodo tra l’aprile e il giugno 1944, in seguito alle 50 ore destinate ai soldati francesi dal loro generale Juin, come premio per aver superato la linea Adolf Hitler. Molte donne rimasero incinte e altrettante abortirono, si verificarono diversi casi di suicidio tra le donne violentate e molti casi di infanticidio della prole nata dallo stupro. Ognuna di quelle donne poteva essere una di noi e per questo bisogna far valere i propri principi.

Successivamente ha continuato la sua attività politica come sindaco. Quali sono stati i suoi obiettivi durante questo mandato?

Come sindaco ho ritenuto opportuno conciliare le esigenze dello sviluppo economico del momento (gli anni 70 n.d.r)  e la salvaguardia delle bellezze naturalistiche del luogo. Porto venere infatti è ricca di bellezze, come il castello Dorla o le divere chiede e isole pittoresche, ricche di grotte.

Oltre alla politica, un’altra sua passione è stata la cultura e l’arte. Per non essere troppo indiscreti, a chi ha pensato di lasciare i suoi ricordi migliori?

Ha detto bene, ricordi. Ogni oggetto è legato ad un momento della mia vita e alla passione che l’ha accompagnata. Ho deciso di lasciare al comune di Codevilla la mia ricca collezione di arte contemporanea, libri, dischi e innumerevoli memorie raccolte con passione durante la mia vita. Senza nulla togliere  a Milano, città che ho molto amato,  che ha deciso di conferirmi la medaglia d’oro per il mio impegno sociale, politico e civile. Ma il mio paese natale mi è più vicino in senso affettivo, perche ogni volta che sono lì, guardando i diversi angoli della città, mi tornano in mente  attimi e ricordi di una gioventù passata.

Dai suoi tempi il mondo è molto cambiato. Lei come lo vede?

Rispetto ai miei tempi, con tutte le battaglie da noi sostenute, il ruolo della donna si è emancipato. Tuttavia noto con rammarico che la cronaca quotidiana dimostra ancora  che la figura femminile viene ancora purtroppo messa in una condizione subalterna rispetto alla figura maschile. Basti pensare ai numerosi femminicidi diventati all’ordine del giorno, che sono lo specchio di una parte della società in cui l’uomo considera ancora la donna una sua proprietà. Ma  alla difficoltà per la donna di conquistare posizioni di grande responsabilità nell’ambito lavorativo. Comprendo la necessità della misura adottata, ma sinceramente, dover “imporre” attraverso le cosiddette quote rosa, la partecipazione delle donne alla vita politica e pubblica del Paese, lo trovo triste.

Ora le vorrei porre un ultimo quesito. Se fosse una donna  di oggi chi vorrebbe essere?

Questa è una domanda complessa, ma dopo averci riflettuto attentamente, vi posso dire che se fossi una donna di oggi mi piacerebbe essere Fabiola Giannotti. Ho scelto proprio questo personaggio perché, avendo anche io conseguito gli studi in chimica e essendo perciò appassionata del campo scientifico, ammiro la donna in questione che nella sua vita ha raggiunto molti obbiettivi, entrando a far parte del CERN, contribuendo a diversi esperimenti tra cui ALEPH  e UA2 e coordinando con grande determinazione il progetto ATLAS, ritenuto il più grande esperimento scientifico della storia. Inoltre a Fabiola Giannotti sono stati assegnati diversi premi, tra cui il Premio Enrico Fermi ricevuto dalla società Italiana di Fisica, il premio Nonino assegnatole per riconoscere l’eccellenza di una ricerca che ha un potenziale immenso e la presenza del suo nome nell’elenco delle 100 donne più potenti al mondo. Infine viene scelta anche come direttore generale del CERN e questo, secondo me, è il miglior premio ricevuto perché è la prima donna nella storia a cui viene assegnato tale incarico.

Maria Maddalena Rossi muore il 19 Settembre 1995.

Articolo di Martina Macale – 5°B SIA.

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