Notte Bianca del Liceo Classico del 17/01/2020
Venerdì 17 Gennaio nella sede del liceo “M. Ramadù” si è svolta la “Notte al Liceo”, l’evento più atteso da tutti gli studenti dei Licei Classici d’Italia a cui hanno aderito 436 licei, tra cui il nostro, che partecipa alla Notte Bianca dal 2014, anno in cui è nata.
Dalle ore 18:00 alle ore 24:00, contemporaneamente in tutti i licei aderenti, si sono svolte diverse attività legate all’arte come: canto, danza, recitazione e letture di poeti antichi.
Nel nostro liceo, la serata si è sviluppata in tre momenti: teatro nel primo, una pausa conviviale come secondo momento e infine letture, canto e ballo.
La prima parte è stata dedicata esclusivamente alla rivisitazione meta-teatrale della tragedia di Orfeo; infatti il tema scelto quest’anno e sul quale la notte si è sviluppata è stato proprio quello della vista e della sua privazione, che gli antichi greci interpretavano come il possesso di un potere visivo più alto della superficialità del senso terreno.

Terminata la rappresentazione, tutti gli ospiti e gli alunni, accompagnati dal Sirtaki, si sono recati nella biblioteca della scuola per degustare i piatti tipici della cucina greca, tra i quali la “Moussaka” e la salsa “Tzatziki”.
A seguire è iniziato il terzo momento artistico, in cui gli studenti hanno dato libero sfogo alla propria creatività, mettendo in campo le proprie abilità e passioni, che hanno reso la Notte nazionale un lungo percorso di emozionanti esibizioni e forse anche di piccoli sogni trasformati in realtà, grazie all’impegno e alla costanza che ogni singolo studente ha profuso.

Le letture dedicate a questa parte hanno visto Saffo protagonista indiscussa nella celebrazione della poesia greca, tra le cui opere è stata recitata sia in lingua originale che in lingua italiana la sua “Ode alla Gelosia”. Inoltre, a confermare il quadro letterario sul quale le professoresse e gli alunni hanno concentrato questa parte della serata, hanno contribuito le letture della poesia classica ed intramontabile del poeta latino Catullo con il suo cinquantunesimo Carme, di “Itaca” di Constantino Kavafis e dei versi di Dante e Boccaccio dei quali sono stati declamati ed interpretati rispettivamente il Canto V della Divina Commedia “Paolo e Francesca” e “La Novella delle papere”.
Nonostante la poca esperienza, gli studenti hanno saputo mettersi in gioco e sfidarsi ad entrare in scena davanti al pubblico, superando le piccole ansie da prestazione, la paura dei giudizi negativi che avrebbero potuto subire le loro performance e vincendo i confini delle quinte teatrali (in cui nessuno studente nello svolgimento della serata, si è limitato nel solo guardare il tripudio della cultura classica che si ergeva al centro del palcoscenico, bensì entrandone a far parte.).

Dagli studenti che erano poche ore prima di entrare in scena, gli allievi del liceo classico Ramadù si sono trasformati nei protagonisti di una Notte che unisce tutti i Licei Classici d’Italia, che li rende uniti mediante la percezione di un’unica e incontrastabile identità culturale; una Notte che come ogni anno si fa desiderare dal momento in cui si inizia ad organizzare e il cui desiderio ricomincia appena finiscono gli orgogliosi discorsi di chiusura della dirigente e dei docenti.


