L’insostenibile leggerezza dell’essere

L’insostenibile leggerezza dell’essere ” è un romanzo di Milan Kundera, scritto nel 1982 e pubblicato per la
prima volta nel 1984 in Francia dalla casa editrice “Adelphi”. L’autore è uno scrittore, saggista, ma anche
poeta e drammaturgo nato in Boemia e naturalizzato francese. Inizia a pubblicare le prime poesie da
adolescente, scrivendo testi teatrali e saggi, ma arriverà al successo solo a partire dal 1963 con il primo dei
tre volumi di racconti degli “Amori ridicoli”, caratterizzati da una satira pungente, e poi con il suo primo
romanzo, “Lo scherzo”, che è una cruda ricostruzione della vita nella Cecoslovacchia del secondo
dopoguerra.
Kundera, nel corso della sua carriera, si interesserà soprattutto al romanzo e alla saggistica, sviluppando un
proprio stile personale, quello del “romanzo-saggio”, che alterna elementi narrativi a parentesi saggistiche,
evidente soprattutto nei romanzi del periodo francese. Egli prenderà anche parte alla vita politica,
schierandosi nel 1968 a favore della “Primavera di Praga”, a seguito della quale le sue opere verranno
proibite in Cecoslovacchia. Tutti i suoi romanzi sono permeati dalla critica nei confronti del regime
comunista, soprattutto perchè questo metteva a tacere ogni dissidente attraverso una “degradazione
sociale”: chiunque, in modo velato o diretto, criticasse il regime veniva deposto dal ruolo che ricopriva e gli
veniva assegnata una mansione decisamente inferiore e distante da ciò che faceva in precedenza.
Il romanzo in questione, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, è ambientato proprio nel periodo fra la
“Primavera di Praga” ed il Patto di Varsavia. Il racconto si concentra sul gruppo noto come “Il Quartetto di
Kundera”, composto da Tomáš, chirurgo di successo che ad un tratto perde il suo lavoro a causa delle sue
idee politiche: egli vive con la sua compagna, la fotografa Tereza, ma non riesce a rinunciare alle sue
amanti, tra le quali spicca Sabina. Quest’ultima è una pittrice, un’idealista, uno spirito libero, che a sua volta
ha un amante, il professore universitario Franz, perdutamente innamorato di lei, ma non avendo il coraggio
di stabilire una relazione seria, Sabina lo abbandonerà e lui inseguirà il ricordo di lei che lo porterà alla
morte. Attraverso i drammi di questi quattro personaggi, Kundera mette in luce come la leggerezza, con la
quale a volte si affrontano alcuni aspetti della vita, possa diventare insostenibile. Tomáš è un uomo di
grande spessore e coerenza, infatti pur di difendere i suoi ideali politici perde il suo posto privilegiato di
primario, ma questa sua profondità entra in contrasto con la leggerezza con la quale vive la sfera privata:
egli infatti, pur non amando Tereza e vedendola spesso come un “fardello”, non ha il coraggio di lasciarla
andare e continua perciò a condurre una doppia vita, tra la moglie e le innumerevoli amanti. Così Tomáš,
che non ha il coraggio di guardarsi dentro e prendere una decisione coerente, continua a vivere all’insegna
della leggerezza, che diventerà ad un certo punto insostenibile anche per la stessa Tereza. Quest’ultima si
trova nella stessa situazione del marito: sebbene sia consapevole dei numerosi tradimenti di lui, sceglie la
leggerezza, poiché neanche lei ha il coraggio di guardarsi dentro con sincerità, e quindi di lasciar andare la
persona che la rende inquieta. Lo stesso Franz non è in grado essere “pesante”, profondo riguardo a ciò che
accade nella sua vita dopo l’abbandono di Sabina: lui preferisce agire senza soffermarsi troppo a pensare,
ma così facendo inizierà a vivere solo in funzione della donna amata, cosa che lo porterà a un finale tragico,
del resto condiviso da buona parte del “quartetto”. L’unico personaggio che si discosta da questo comune
agire è proprio Sabina, molto simile al suo amante Tomáš, ma che al contrario di lui riesce ad essere
coerente e sincera con se stessa; lei comprende totalmente la sua anima, arrivando alla conclusione di non
essere adatta a relazioni stabili e durature, e avendo così il coraggio di lasciare andare Franz, pur amandolo.
Sabina, l’unica in grado di guardarsi veramente dentro, si configura così come l’unico “animo pesante” in
tutte le sfere della sua vita, dalla carriera all’amore, alla relazione tormentata con sua madre.
Per il concetto di “leggerezza”intesa in modo negativo, Kundera si ispira decisamente al filone
dell’esistenzialismo francese di Jean-Paul Sartre, il quale parla di “leggerezza” attribuendo ad essa
un’accezione negativa in tutte le sue opere e, in particolar modo, ne “Le mosche”. Quest’opera teatrale,
che si configura come una riscrittura dell’”Elettra” del greco Euripide, è caratterizzata proprio dalla critica

alla leggerezza concepita come inconsistenza; la protagonista è Elettra, portavoce di Sartre, la quale è
delusa dal fratello che dovrebbe vendicare l’omicidio del padre, poiché questi non si rivela un eroe, ma un
uomo molle e leggero: sarà proprio l’eclissi di valori saldi e forti a portare al crollo del mito dell’eroe.
La “leggerezza dell’essere” diventa “insostenibile” quando le scelte, le emozioni e lo stesso amore provato
dalle creature umane diventano irrilevanti, perché concepite con leggerezza, e ciò accade quando l’uomo
non trova un significato profondo a tutto ciò. Questo terribile contrasto di leggerezza\pesantezza
accomuna tutta l’umanità: Kundera lo analizza proprio per spingere l’uomo a combatterlo attraverso la
scelta della “profondità d’animo” in tutti gli ambiti della vita al posto della leggerezza, la quale, come
dimostrano i protagonisti del romanzo, può diventare più pesante della stessa “pesantezza”, fino ad
arrivare a “schiacciare” la vita degli individui.
Perché leggere questo romanzo? In primo luogo perché Kundera, attraverso il suo stile semplice ma aulico
e attraverso la rappresentazione delle debolezze e dei limiti dei suoi personaggi, è riuscito a dare voce ai
pensieri e ai sentimenti inespressi che accomunano tutti gli esseri umani. In secondo luogo, perché questo
romanzo, se letto con la giusta attenzione, può offrirci una grande lezione di vita: riesce a far comprendere
a tutti noi l’importanza delle cose che sembrano all’apparenza superficiali, leggere. Infine leggere Kundera
almeno una volta nella vita è doveroso: non solo è uno dei più importanti autori del ‘900, ma attraverso le
sue opere è riuscito a penetrare nell’animo umano, mettendo nero su bianco la tragica lotta dell’uomo, che
cerca disperatamente un significato profondo in tutto, nel tentativo di realizzare l’ardua e utopistica unione
di leggerezza e pesantezza.

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