1984 di George Orwell
1984, romanzo di George Orwell pubblicato nel 1949, è considerato uno dei migliori
romanzi distopici del ventesimo secolo. Orwell, grazie alle sue grandi capacità di
scrittura, è riuscito a ritrarre una società del futuro completamente negativa,
dominata da abusi di potere esercitati da un governo totalitario.
Il titolo, che indica l’anno nel futuro in cui è ambientata la storia, deriva
dall’inversione delle due cifre finali dell’anno in cui Orwell inizia la stesura del
romanzo.
L’autore decide con quest’opera di mettere in guardia i lettori da regimi totalitari, che
tra l’altro Orwell ha vissuto in prima persona durante la guerra civile spagnola. Il
romanzo è ambientato pochi anni dopo la seconda guerra mondiale, quando scoppia
una guerra atomica che divide il mondo in tre grandi Superstati: Oceania, Eurasia ed
Estasia.
I cittadini dell’Oceania devono sottostare ai principi del Socing, i quali prevedono
leggi molto rigide, che limitano gli uomini perfino a pensare con la propria mente.
Colui che ha il potere su tutto è il Grande Fratello, dittatore dall’identità misteriosa,
che ha la facoltà di osservare e giudicare chiunque in qualsiasi momento.
Durante la narrazione assistiamo ai tentativi di Winston Smith, un cittadino comune,
che prova insieme a Julia a trovare un modo per sconfiggere il governo. I due
riescono ad avere una relazione segreta e ad entrare nella “Confraternita”, un
gruppo di ribelli schierati contro il governo, con l’aiuto di un certo O’Brien, che
apparentemente sembra stare dalla loro parte, ma in realtà sarà proprio lui a
denunciarli alla psicopolizia.
In seguito verranno portati separatamente al ministero dell’amore, dove dovranno
sottoporsi a lunghissime torture fisiche e psicologiche, con lo scopo di costringerli ad
ammettere i loro sbagli e a cambiare la propria ideologia.
Tra i temi principali troviamo senz’altro l’assenza di libertà, naturale conseguenza di
un regime totalitario.
I partiti, attraverso il controllo della psicologia, riescono a imporsi sulla mente delle
persone, in modo da annientare ogni forma di pensiero indipendente: ad ogni
minimo sospetto captato dai teleschermi del Grande Fratello, i sospettati verranno
subito puniti dalla psicopolizia con la tortura o persino con la morte.
Altro aspetto da tenere in considerazione è il lavoro del protagonista, Winston, che si
occupa di modificare testi o saggi del passato, affinché quest’ultimo venga
dimenticato: oltre a riscrivere eventi storici, viene anche cancellato il ricordo relativo
a determinati cittadini, in modo che nessuno possa ricordarsi di loro dopo la morte.
Questo processo di “censura” serve al regime per rendersi affidabile e veritiero,
cosicché tutti i cittadini possano credere a tutto ciò che viene detto loro dall’alto.
Inoltre, per limitare ancor di più il pensiero umano, introducono la neolingua, un
linguaggio che con il passare degli anni viene sempre più semplificato e ridotto a
monosillabi, così da rendere difficile la realizzazione di un pensiero che possa
attaccare il potere assoluto.
Consiglio la lettura di questo romanzo, perché può dare a tutti noi uno spunto di
riflessione sull’importanza di essere liberi, diritto che ci appartiene dalla nascita e del
quale nessuno ci può privare.
Il testo ci fa riflettere su come, molte volte, non attribuiamo importanza ad una serie
di prerogative che sono tutt’altro che scontate, a partire dalla possibilità di poter
esprimere un’opinione o di opporci a qualcosa che non ci piace. Orwell infatti, oltre a
mostrare cosa comporterebbe per l’umanità un governo totalitario, vuole anche
criticare l’indifferenza da parte di alcuni individui verso problematiche importanti;
dunque vuole invitare a reagire e a non ignorare tutto ciò che sembra, anche solo
lontanamente, limitare i diritti inalienabili dell’uomo.

