Il Sogno

Sogno o son desto?

“Sogno o son desto?”, si chiede l’Amleto con questo celebre quesito pregno di retorica,
mediante il quale riesce ad esprimerci tutto il suo stupore e la sua incredulità dinanzi a ciò che
vede; in altre parole, l’autore si chiede se la causa della sua stupefazione sia qualcosa di reale
o soltanto il frutto della sua fervida immaginazione.
Per un artista di qualsiasi ambito, la fantasia -ovvero la capacità della mente di mostrare o
creare immagini, storie, racconti- è un aspetto fondamentale, una facoltà e una sapienza quasi
sacra che, proprio come un faro nella notte, ha il compito di illuminare il percorso dell’artista
stesso e di indirizzarlo verso l’opera perfetta, sia essa un dipinto, una scultura, un brano
musicale, un romanzo, un copione teatrale.
Durante il sonno, specialmente in quella fase chiamata “fase REM”, la nostra mente è in grado
di rifilarci immagini grottesche, fantastiche, spaventose, irreali, talvolta verosimili e, per
questa ragion, il sogno stesso è considerato un fenomeno psichico, un’attività mentale, un
fenomeno della mente.
La parola “sogno”, però, può avere anche un altro significato, ossia quello di “desiderio”,
“aspirazione”, “speranza”, ed ecco che riusciamo a dare vita ad obiettivi sportivi, scolastici,
lavorativi: “Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare un calciatore!”, dirà allora Marco,
seguito da Flavia, il cui obiettivo è invece quello di finire l’anno scolastico senza neanche un
debito; e poi c’è Nicolò, che la scuola l’ha già finita da qualche anno e custodisce nel cuore il
desiderio di rendere la sua più grande passione un lavoro e di diventare un musicista.
Sono numerosi i libri o i manuali che cercano di spiegare la giusta strategia da attuare per
realizzare i propri sogni e ammetto che a volte anch’io, in momenti di sconforto, sono ricorsa
alla lettura di queste pagine, ma con il tempo ho capito che l’unica strada da percorrere per
raggiungere i propri obiettivi è l’impegno, la costanza, la dedizione, il sacrificio. E allora ecco
che Marco continuerà a posizionare il pallone sul dischetto finché non avrà calciato il rigore
perfetto, mentre Flavia terrà aperti i libri nonostante la noia e la stanchezza, così come Nicolò
ripeterà all’infinito quella nota finché non l’avrà suonata in maniera esemplare.
Un po’ come il ciclista italiano Gino Bartali che, quando non riusciva più a credere nel proprio
sogno di vincere Giri d’Italia e Tour De France, si ripeteva all’infinito di spingere il piede sul
pedale per l’ultima volta, di dare l’ultima pedalata, l’ultima spinta, dopo la quale si sarebbe
fermato, gettando la spugna; così facendo, ultima pedalata dopo ultima pedalata, di gare
internazionali Bartali ne ha vinte più di venti.
“I sogni vanno dipinti anche se non li vedi”, afferma il cantante Fabrizio Moro in una delle sue
celebri canzoni, ricordandoci l’importanza di credere in ciò che sogniamo e di lottare con tutti
noi stessi per realizzarlo; capire cosa si desidera veramente, comprendere quale sia il proprio
obiettivo nella vita è il primo passo per raggiungerlo.

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