RECENSIONE A “FOLLIA” di PATRICK MCGRATH

“Follia” è un romanzo psicologico dello scrittore Patrick McGrath pubblicato per la prima
volta nel 1996. La storia è ambientata in un manicomio inglese nella seconda metà del 1900
e gira attorno alla passione letale tra Edgar Stark, un artista detenuto per uxoricidio, e Stella
Raphael, moglie di uno psichiatra del centro.
Il narratore interno è Peter Cleave, un altro psichiatra del manicomio che racconta i fatti dal
suo punto di vista “clinico”, tanto che la narrazione dei fatti, anche di quelli più orrendi, ci
appare distaccata, oggettiva.
La vicenda è cupa e tormentata, l’ossessione sessuale instauratasi tra i due protagonisti e il
loro rapporto palesemente malato vengono descritti così dettagliatamente dallo scrittore, che
il lettore ha l’impressione di trovarsi dentro la storia, tanto da non poterne fare più a meno.
La follia è da subito data per scontata, mentre la storia si concentra progressivamente sui
sentimenti che Stella ed Edgar provano realmente l’uno per l’altra, fino agli ultimi capitoli in
cui i ruoli dei protagonisti, “socialmente” opposti, si invertono.
Infatti nonostante il malato di mente sia Edgar, Stella è il personaggio che più viene
analizzato e ciò non desta troppo stupore: lei è una madre e una moglie e nessuno si
sarebbe aspettato che cadesse nella tentazione dell’adulterio, a maggior ragione se
l’amante è un detenuto del manicomio.
A tal proposito gioca un ruolo fondamentale il narratore il quale, se all’inizio aveva mostrato
un distacco quasi forzato nei confronti di Stella, nella seconda parte del libro tirerà fuori i
suoi pensieri nascosti.
Stella può essere considerata la versione moderna di “Madame Bovary” di Flaubert. Anche
quest’ultima, infatti, era una donna frustrata, che subì le conseguenze di un matrimonio
noioso e infelice, e cadde nella tentazione di relazioni extraconiugali, soprattutto a causa di
un progressivo scollamento dalla realtà. Inoltre la sua vicenda è narrata in modo altrettanto
distaccato, è intrisa di particolari descritti minuziosamente e di fatti esaminati con rigore
scientifico, secondo le norme del Naturalismo francese a cui Patrick McGrath sembra
proprio ispirarsi.
Patrick McGrath, grande appassionato delle questioni psichiatriche, riprende questo tema
aggiungendo quello della follia, grazie all’aiuto dello psichiatra Brian ‘O Connell, dal quale
acquisì le competenze necessarie alla stesura di questo romanzo psicologico.

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