Natale a Cisterna, usi e costumi

In un passato ormai remoto, fino agli anni Sessanta del secolo scorso, le feste del
periodo di Natale a Cisterna erano molto legate alla tradizione cattolica; non era
consuetudine fare il cenone della vigilia perché era “di precetto” andare tutti alla
messa di mezzanotte.
Il pranzo di Natale era una delle poche occasioni dell’anno per mangiare cibi un po’
più ricchi, ma sempre e comunque semplici, come la “stracciatella” (brodo e uova),
il timballo di pasta, il cappone accompagnato da patate e dalle verdure lesse e
ripassate e, in conclusione, gli agrumi (arance e mandarini). La tradizione
prevedeva che si dovessero mangiare nove cose per ricordare i nove mesi di
gravidanza della Madonna.
I dolci erano fatti con prodotti di stagione, mandorle, nocciole, fichi secchi, impastati
con farina, miele e cacao.
Nelle case del paese si usavano le cucine a legna, non adatte alla cottura dei dolci;
nel periodo natalizio, dunque, le donne andavano a cuocere i dolci nei vari forni del
paese. Tra i più importanti si ricordano: Forcinelli sul Corso, Chiarucci presso Sant’
Antonio, e ancora quelli del centro storico (per tutti “Cisterna vecchia”), Bettina la
fornaia a via San Rocco, Anacleto l’abruzzese in via Menotti Garibaldi, dalla Sora
Lucia all’angolo di Largo del Teatro.
Cisterna si riempiva di profumi e di “chiacchiericcio” perché le donne, mentre
aspettavano la cottura, chiacchieravano in gruppetti tra di loro, formando il
cosiddetto “rozzo”.
Nel territorio della provincia di Latina l’usanza di ricevere i doni il giorno della
Epifania è stata introdotta all’epoca della bonifica, dai coloni veneti e friulani.
I doni che ricevevano i bambini spesso erano giocattoli fatti a mano dai genitori
stessi: bambole di pezza e giocattoli di legno.
Tradizione veneziana importata ormai da molti anni è quella della “discesa della
Befana” durante la quale i Volontari della “Associazione Nazionale dei Vigili del
Fuoco in congedo” fanno scendere dal secondo piano di Palazzo Caetani una
Befana che, durante la discesa, distribuisce caramelle a tutti i bambini.
Altra usanza (da ormai 36 anni) è quella del “Presepe nelle Grotte”, realizzato da
un gruppo di volontari, nelle grotte di Palazzo Caetani.
La tradizione vuole che la sera del 24 Dicembre, dopo la messa di mezzanotte, sia
il parroco di Santa Maria Assunta a deporre la statuina del bambinello nel presepe.
Fin dall’inizio degli anni Ottanta un gruppo di amici del Caffè Paolessi (conosciuto
dai cisternesi come il “Bar della Baffona”), dà inizio ai festeggiamenti del Natale,
addobbando un grande albero in via Fratelli Bandiera e installando una bellissima
slitta, dalla quale un simpatico Babbo Natale distribuisce caramelle ai bambini.
Nel corso degli anni altre varie iniziative hanno animato il Natale a Cisterna, tra le
quali: “La befana in moto” (sfilata di motociclisti più o meno abbigliati da Babbo
Natale) ma soprattutto, “Caro Babbo Natale, pensaci tu!” a cura
dell’Amministrazione Comunale e di Radio Antenne Erreci, che ogni anno raccoglie
in un libro 100 letterine con i desideri dei bambini delle scuole elementari del
territorio.

Anche per questo Natale Cisterna si illuminerà di luci colorate, per la gioia dei
bambini, (ma non solo…); nelle piazze troveremo bancarelle di giocattoli, di dolci e
le famose, anzi direi mitiche, giostre della famiglia “Bagana”.
E allora non resta che augurare a tutti: “Buone feste!”

Realizzato da Caterina Iorio 4°C

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