BULLISMO E CYBERBULLISMO: RAGAZZI E RAGAZZE A CONFRONTO

Il cyberbullismo ed il bullismo 

Il cyberbullismo ed il bullismo sono due comportamenti che hanno come obiettivo quello di danneggiare e prendere di mira persone di qualsiasi età e genere, attraverso pestaggi, aggressioni verbali, revenge porn o messaggi offensivi. 

Il cyberbullismo, come aggravante, segue la vittima fino all’interno delle mura domestiche, proprio come se fosse una persecuzione e lascia la sua impronta “digitale”come prova dell’abuso. 

I protagonisti del bullismo e del cyberbullismo sono di entrambe i sessi, dimostrano simili livelli di aggressione, anche se presentati in modalità diverse. 

Quando il gioco non è più divertente? 

Il bullismo ed il cyberbullismo possono iniziare come un gioco tra amici, che siano a distanza o meno fa poca differenza. Quando il gioco viene portato oltre i limiti di sopportazione, e si ripete anche dopo aver esternato il proprio disagio, si parla di bullismo. Per quanto possa sembrare innocuo, anche quando ci si trova in rete, a discutere su una piattaforma come Discord o Telegram, vi è il rischio di attirare l’attenzione di persone indesiderate o pericolose. Queste persone possono catturare qualsiasi dettaglio personale, anche da ciò che la potenziale vittima scrive, come un’opinione su un album musicale o un commento sotto un video. I bulli, conoscenti e non, sono lì per giudicare ed affondare quando non riescono a far valere il proprio pensiero. 

Ciò che può sorprendere inoltre, è il modo in cui il bullismo ed il cyberbullismo si manifestano tra il genere maschile e il genere femminile. 

Storia di un ragazzo vittima di bullismo e cyberbullismo. 

“Un gruppo di ragazzi, che ho incontrato nella mia residenza studentesca, ha sempre avuto qualcosa contro di me. Sembro una persona estroversa, spesso solare, sicura di sé e rumorosa. Insomma, mi faccio rispettare. Ciò che il gruppo non sapeva era che soffrivo di una lieve depressione, data da altre problematiche avvenute nel passato. Dopo avermi costantemente aggredito verbalmente o preso in giro con gesti piuttosto scortesi ogni volta che mi vedevano, decisero di creare un gruppo su Facebook dove ero inserito anche io, nonostante tutti sapessero che a loro proprio non piacevo. Il gruppo si chiamava “Festa di addio”, indirizzato a me. Quando dovevo partire per un exchange, su quel gruppo scrissero che erano tristi della mia partenza e che sarebbe stata difficile da digerire per il tempo a venire. In poche parole, dissero di non poter continuare a vivere senza di me, sarcasticamente. Lo sapevano tutti, che era uno scherzo. Mi hanno umiliato pubblicamente e hanno espresso il loro odio per me tutti i giorni. Ero altamente stressato, la mia autostima si ridusse fino al minimo.” 

Questo è ciò che ha raccontato un ragazzo di 19 anni, neozelandese. 

Il ragazzo ha subito abusi verbali da persone che già conosceva nella vita reale, che lo vedevano tutti i giorni e che potevano soprattutto vedere e studiare i suoi stati d’animo e le sue abitudini giornaliere. Benché fosse solare e forte d’animo, i bulli lo hanno colpito proprio in un momento di fragilità in cui il ragazzo non poteva difendersi e farsi rispettare, come aveva sempre fatto in precedenza.

Dal bullismo verbale, poi, si è passati al bullismo digitale, dove il gruppo di ragazzi ha creato un gruppo per deriderlo e insultarlo verbalmente e pubblicamente. La situazione si è ripercossa sulla vita della vittima, fino a diventare un’abitudine giornaliera, e ha ridotto la sua personalità ed il suo stato d’animo in polvere. 

Anche dopo la risoluzione del problema, ovviamente grazie all’aiuto della polizia postale e della propria Università, il ragazzo ha dovuto iniziare una terapia intensa a causa dei traumi subiti e del rapido peggioramento della propria depressione. 

Il ragazzo ha condiviso questa sua drammatica esperienza per lanciare un appello a tutte le vittime di bullismo e cyberbullismo, esortandole a chiedere e cercare aiuto senza paura. Da un qualcosa di piccolo e lieve, dopotutto, si può arrivare ad una situazione ingestibile, dove l’essere vulnerabili è il crimine di chi subisce e l’obiettivo dei bulli. 

fonte:https://cyberbullying.org/stories 

Come si manifesta il bullismo tra ragazzi? 

Il bullismo tra ragazzi si manifesta generalmente con metodi più diretti, faccia a faccia. Loro tendono ad usare la forza fisica contro la vittima, nel tentativo di esercitare controllo su di essa. Questo porta allo scoppio di liti ed alle minacce di violenza fisica come mezzo di terrorismo psicologico per la vittima. 

In alcuni casi, i bulli si circondano di persone che li “supportano”, che vogliono evitare di essere loro stesse le vittime o vogliono sentirsi accettati, e per questo sono disposte a partecipare agli atti di bullismo.Allo stesso modo, i leader vogliono mantenere il loro ruolo e tendono a commettere atti sempre più eclatanti e diretti nei confronti degli altri. 

Ricerche hanno anche dimostrato che i ragazzi tendono ad accettare e giustificare il bullismo più delle ragazze, al punto che, in alcuni casi, il bullo è ammirato dai suoi coetanei. Essi tendono ad essere molto più sfrontati nel loro bullismo, di fatto rendendo le loro azioni più facili da individuare per genitori ed insegnanti. 

Questo è probabilmente dovuto alla concezione che la società ha di mascolinità, dove la violenza fisica e l’aggressività sono considerate parte dell’essere un vero uomo. Crescere i bambini con l’idea che per provare la loro mascolinità devono dominare sugli altri, crea le dinamiche che possono sfociare nel bullismo e nella violenza domestica. 

Per questo è importante discutere sulla mascolinità sia a casa che a scuola. Bisogna prestare attenzione ai contenuti di media, video giochi, musica, a ciò che viene detto, al linguaggio utilizzato, ai messaggi che genitori ed insegnanti passano ai giovani con cui sono in contatto. 

E poi bisogna parlare di queste tematiche, discutere su ciò che la società cerca di imporre ai ragazzi, definire con esattezza cos’è il bullismo e chiarire che non saranno certo comportamenti prepotenti del genere a formare un “uomo”. 

Storia di una ragazza vittima di bullismo e cyberbullismo. 

“A gennaio, c’è stata una grande festa in un posto chiamato LIFE a cui molte ragazze e ragazzi del mio anno volevano partecipare. Anche io volevo davvero andare, ma avevo altri piani per quella notte. Ero così dispiaciuta di non poter partecipare che ho scritto un post sul mio profilo Instagram che aveva un tono infantile, arrabbiato e scortese diretto ad alcune delle persone che

sarebbero andate a quella festa. Invece di accettare di non poterci andare, ho fatto sembrare di non volerci andare fin dall’inizio.Trascorso un mese, una ragazza del mio anno ha condiviso quel post con altri ragazzi nostri coetanei, che cominciarono a fare commenti anche quando io mi trovavo nei paraggi e potevo sentirli. Per questo, ho deciso di incontrare alcune delle ragazze a cui era indirizzato il post e mi sono scusata immediatamente. Tutti sembravano aver compreso ed aver accettato le mie scuse e per un periodo non accadde più nulla.” 

Questa è la storia di Lucie, la cui vita, dopo questi episodi, è peggiorata drasticamente. Sei mesi dopo infatti, il post di Lucie è stato ricondiviso dai suoi coetanei, riportando in questo modo la ragazza indietro nel tempo, a quando tutti sembravano essersi schierati contro di lei. Lucie cerca di ignorare le sue amiche e compagne di classe, ma scoppia nel preciso istante in cui, dopo aver postato una foto sul suo profilo personale di Instagram, compaiono messaggi osceni ed accuse. A questo punto Lucie decide di chiedere aiuto, poiché la situazione era diventata ingestibile anche a scuola. Quando arriva la sua denuncia, la scuola purtroppo non può aiutarla perché secondo le leggi del suo Paese lei è minorenne, e perché lei per prima era stata aggressiva e offensiva verso le sue compagne. 

Lucie per questo motivo lancia un messaggio importante: non bisogna assolutamente smettere di chiedere aiuto in situazioni del genere, gravi o meno gravi che siano, ma soprattutto, è necessario pesare le proprie parole quando si pubblica un post sui social, in quanto niente scompare, ma tutto può ricomparire dal nulla in un qualsiasi momento. 

I bulli e le bulle, quando vogliono fare del male, diventano maghi del computer. fonte: https://www.cybersmile.org/blog/lucies-cyberbullying-story 

Come si manifesta il bullismo tra ragazze: 

Il bullismo femminile tende ad essere più indiretto, agisce meno con violenza fisica e più con quella psicologica, e si basa sulle relazioni sociali: diffusione di pettegolezzi, esclusione dal gruppo, prese in giro e insulti. E’ inoltre molto più comune vederlo protrarsi online e diventare cyberbullismo, in quanto l’obiettivo è danneggiare la reputazione della vittima ed isolarla dagli altri. 

Al contrario di ciò che accade nel caso dei ragazzi, i quali vengono condizionati a misurare il loro valore con la loro forza fisica, per le ragazze tutto ruota intorno all’aspetto fisico, estetico. Per questo motivo, gli atti di bullismo al femminile puntano ad attaccare in ogni maniera possibile l’apparenza delle vittime. 

Come succede con i ragazzi, anche le ragazze formano gruppi attorno ad una leader, ma in questo caso c’è una sorta di competizione fra i membri, che esclude una relazione di fiducia interna. 

Questi gruppi sono formati da ragazze che hanno ceduto alla peer pressure e vogliono evitare di diventare loro stesse vittime. 

Le ragazze sono vittime di bullismo di natura sessuale molto più dei ragazzi. Questo include pettegolezzi sulle loro attività sessuali, non sempre veritieri, e vere e proprie molestie sessuali. 

Le bulle tendono a nascondere i loro atti violenti e ad agire con una modalità passiva aggressiva. 

Poiché queste forme di bullismo sono più subdole e riservate, è più difficile individuarle e porre

loro una fine; la generale mancanza di tracce di violenze fisiche porta ad abusi che durano più a lungo nel tempo. 

Conseguenza di questa specifica tipologia di bullismo è la scelta di alcune vittime di suicidarsi. E’ un fenomeno frequente e che richiede di non essere sottovalutato, tanto quanto il bullismo fisico. 

Bisogna prestare attenzione a come le ragazze interagiscono, alle dinamiche che si creano all’interno dei gruppi; allo stesso tempo vanno presi seriamente ed affrontati i problemi che vengono riferiti agli adulti, e non solo. 

E’ importante ricordare che quanto detto non sono comportamenti standard, ma semplicemente tendenze riconosciute e generali. Rimane assolutamente fondamentale ricordare che chiunque potrebbe essere vittima o carnefice di ogni tipologia di bullismo, e che la cosa più importante è non abbassare mai la guardia.

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