THE JOKER

Nella grande storia del cinema ci sono stati molti film, nonché generi, che hanno contribuito alla creazione di un nuovo modo di fare e concepire il cinema. Dagli inizi del nuovo millennio si è sviluppato e consolidato uno dei generi cinematografici più in voga del momento: i cinecomics, dati dall’adattamento al grande schermo dei fumetti statunitensi principalmente delle compagnie  Marvel e DC. Una delle principali pellicole di questo genere è The Joker, film che ha riscosso un notevole successo al botteghino con ben un miliardo di dollari (dietro solo ad Avengers Endgame e Avengers Infinity War per quanto riguarda i film supereroistici).

The Joker (2019), diretto dal mitico regista Todd Phillips, è una pellicola pluripremiata, con il Leone d’oro di Venezia e diversi Oscar, che racconta le origini del criminale più conosciuto del mondo DC e non solo: il Joker. Egli è Arthur Fleck, un uomo che vive a Gotham City (una città in chiaro declino politico e sociale), affetto da problemi neurologici e dalla sindrome pseudobulbare che porta ad una risata incontrollata. Il film narra, dunque, tutti gli eventi che hanno portato alla sua trasformazione: dal sogno di essere un cabarettista, come il suo idolo Murray Franklin (interpretato da un sontuoso Robert de Niro) all’essere licenziato, dall’essere umiliato e considerato uno scarto della società all’essere platonicamente e indirettamente un simbolo della rivolta popolare.

Il tutto inizia con la rappresentazione della situazione pietosa del povero Arthur,un uomo vestito da clown appena licenziato, la cui vita avrà una svolta cruciale nel momento in cui, nella stessa sera, ucciderà a colpi di pistola tre ricchi uomini di Gotham in una metro, dopo essere stato preso di mira e attaccato. Questo evento segnerà profondamente il destino del futuro criminale nonché della città, che organizzerà una rivolta popolare fuori controllo in seguito anche alla candidatura a sindaco del celebre Thomas Wayne (padre di Bruce Wayne, meglio conosciuto come Batman).

Todd Phillips, con questo capolavoro, riesce a far immergere totalmente lo spettatore nella vita di Arthur Fleck, facendo comprendere le reazioni e idee del protagonista, fino a tifare per lui. Ciò dà vita ad una sottile ironia e contraddizione: si empatizza, si parteggia per colui che passerà alla storia come il più grande criminale di sempre.

Viene enfatizzato, inoltre,  grazie ad un ottimo sviluppo della trama, ad una pregevole sceneggiatura e a recitazioni sublimi, un messaggio morale e politico: la scelta del giusto e dell’ingiusto (variabile dal punto di vista) e la sensibilizzazione dell’argomento piccante dei diritti umani (rappresentata dal modo più crudo e reale a quello più irreale e platonico).

Il film, inoltre, fa della presenza di un incredibile cast e delle sue eccellenti capacità recitative, uno dei principali punti di forza: da ricordare per sempre (come se fosse un dogma) l’interpretazione sublime di Joaquin Phoenix che contribuisce al successo della pellicola grazie alla sua visione innovativa e originale del Joker (una versione più umana e più vicina allo spettatore rispetto alle precedenti trasposizioni del personaggio), vincendo così l’Oscar per il miglior attore protagonista. Grazie a ciò riuscirà ad ottenere il favore e la celebrazione da parte del pubblico che lo comparerà ad un altro attore che ha vestito i panni del “Pagliaccio di Gotham City”, Heath Ledger (protagonista assoluto del secondo film della trilogia del Cavaliere Oscuro di Cristopher Nolan) che con la sua interpretazione ha dato una svolta ad un nuovo modo di recitare e di immedesimarsi totalmente in un personaggio.

Un altro dei numerosi pregi è stata la creazione di un finale enigmatico che consente allo spettatore una libera interpretazione: egli si chiederà infatti quale sia effettivamente lo scopo del film e se gli eventi narrati siano frutto dell’immaginazione del protagonista o della realtà.

Da elogiare inoltre un ottimo e accurato doppiaggio che non snatura, anzi valorizza, le grandi potenzialità e pregi del film grazie, in primis, all’interpretazione di Adriano Giannini nei panni di Arthur Fleck (l’attore ha molta familiarità con questo personaggio poiché è stato anche il doppiatore del Joker di Heath Ledger nel 2012)

Se bisogna per forza cercare dei difetti in questo capolavoro bisogna dire che diverse scene, nonché battute e situazioni, sono riprese e trasportate da altre pietre importanti del cinema ossia “Taxi Driver” e “Toro scatenato” del maestro Martin Scorsese e il fatto che non è effettivamente preso da un fumetto e quindi snatura la figura storica del Joker (quest’ultima è più una critica da parte dei fan più accaniti del mondo supereroistico)

Infine, Joker è un film che può essere considerato unico nel suo genere, differenziandosi dagli altri cinecomics, per diversi motivi: vi è l’assenza di vere e proprie scene d’azione per dare spazio ad un maggiore scavo psicologico dei personaggi, non riprende e adatta in nessun modo un fumetto (è una visione particolare, possiamo dire romanzata, delle origini del criminale di Gotham) ed è un lungometraggio che, per i messaggi trattati e le scene crude, in Italia è stato vietato ai minori di 14 anni.

Prima di accingersi alla visione tuttavia bisognerebbe avere una minima cultura del mondo  DC, se  lo si vuole comprendere  e godere appieno.

Tre motivi per guardare questo film:

1) È un capolavoro da molti punti di vista e riesce a far riflettere su diversi argomenti nonostante la natura supereroistica del film.

2) Se si è appassionati di cinecomics e di fumetti è il film perfetto da vedere.

3) Viene rappresentata una visione completamente nuova e innovativa, più umana, del Joker, molto diversa dalle precedenti trasposizioni cinematografiche e non, del personaggio.

Voto: 9/10

Rosace Francesco, Antonietti Ludovica, Filippi Maria Letizia e Moroni Emanuela.

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