Sembra assurdo pensare che nell’era della globalizzazione, della manipolazione artificiale delle coltivazioni e dell’estrema velocità di consumo ci si possa affidare a un ideale di vita semplice e gradevolmente lenta senza che esso sia un mero augurio o forse, a un’attenta analisi, una speranza radicata nelle frustrazioni dell’alienazione.