ANCHE IL CALCIO PUÒ CROLLARE.

A causa della pandemia Covid-19 sia le nostre vite sia il mondo calcistico (e non solo) sono stati danneggiati economicamente e socialmente ed è cambiato profondamente il mondo di concepire questo sport.

Da quasi ormai 2 anni e mezzo, la nostra quotidianità è cambiata drasticamente
e improvvisamente: dagli eventi sociali come concerti al semplice e genuino
incontro con gli amici al bar, dalla spensieratezza di tutti i giorni alla paura
totale di fronte al mondo circostante. La pandemia Covid-19, oltre ad aver
influito a questo ribaltamento delle nostre abitudini, ha messo in ginocchio uno
dei colossi sociali, culturali ed economici più imponenti al mondo: il sistema
calcistico locale, nazionale, continentale e addirittura mondiale. A causa dei
numerosi contagi nei vari paesi e alla situazione sanitaria generale abbastanza
precaria sono stati sospesi e posticipati i vari campionati nazionali, con diverse
limitazioni quali la capienza degli stadi per limitare la trasmissione del virus, e
di conseguenza anche i famosi Europei 2020, che avrebbero dovuto svolgersi
proprio in tutto il “Vecchio Continente” per simboleggiare il ruolo sociale di
questo sport (una sorta di concordia civium), sono stati posticipati all’estate
dell’anno successivo (seppur con numerose restrizioni e con aspre critiche
riguardo la salvaguardia pandemica). Molte realtà provinciali e piccole società
hanno dovuto sopportare e subire atrocemente questo periodo tanto che la
maggior parte di esse ha dovuto necessariamente e tristemente “salutare” la
bellezza e la genuinità del calcio in seguito alla forte crisi economica dovuta
alle sospensioni dei campionati. Nonostante ciò la pandemia Covid-19 ha messo
in notevole difficoltà anche le squadre dei principali campionati europei che,
nonostante disponessero di una forte solidità economica, hanno dovuto cercare
soluzioni secondarie per limitare al massimo le perdite. Ad esempio il
Barcellona, una delle squadre più affermate nella “Liga Santander” ha, con
molte critiche e danni d’immagine, subito una forte crisi dirigenziale ed
economica tanto che i maggiori esponenti della rosa, quali il capitano Sergio
Busquets, il terzino Jordi Alba e il difensore Gerard Piquè, hanno accettato una
riduzione del proprio stipendio per aiutare il club. Inoltre è stato ceduto
nell’estate 2021, a malincuore, il più iconico calciatore che abbia mai indossato
la maglia blaugrana, Lionel Messi in quanto l’ingaggio mastodontico
dell’argentino comportava spese impossibili e spropositate da colmare nel post-
pandemia. Anche nella penisola italiana si sono riscontrati problemi finanziari
principalmente nelle squadre neopromosse alla massima serie e nei top club
quali Inter, Juventus, Milan, Lazio e molte altre causando sospensioni dei
pagamenti mensili ai componenti della società e messe in discussione e rivolte
da parte dei tifosi rivolte particolarmente al presidente della squadra nerazzurra

Steven Zhang, proprietario del fondo Suning (che nello stesso tempo ha dovuto
smantellare lo Jiangsu Suning, squadra creata proprio dagli stessi investitori e
militante fino ad allora nella massima divisione del calcio cinese). Nelle altre
leghe europee si possono notare i casi eclatanti dei francesi del Bordeaux (la
quale ha rischiato tangibilmente di fallire e ripartire dal calcio dilettante) e
problemi economici in terra tedesca, portoghese e restanti.

Inoltre, contemporaneamente e conseguenzialmente a ciò, vi sono stati 2 eventi,
di natura esterna al terreno di gioco, che hanno scosso il mondo calcistico:
l’annuncio del progetto Superlega (arenatosi in pochissimo tempo, sostenuto
dalle squadre Inter, Milan, Juventus, Real Madrid, Atletico Madrid, Barcellona,
Chelsea, Manchester United, Manchester City, Liverpool, Tottenham Hotspur e
Arsenal) con l’obbiettivo di creare una competizione spettacolare con i
principali club europei e con il tentativo di risanare i debiti finanziari dovuti alla
pandemia grazie ad un torneo, finanziato da un fondo di investimento
americano, sostitutivo delle note Champions League ed Europa League,
minacciando il carattere meritocratico del sistema calcistico tradizionale e
causando rivolte da parte dei tifosi; la cancellazione della premiazione del
Pallone d’oro, il premio individuale conferito al miglior giocatore dell’anno
organizzato dal periodico France Football e dalla Fifa, che ha privato il trionfo
indiscutibile del fuoriclasse polacco del Bayern Monaco Robert Lewandowski a
causa di motivi discutibili quali il non regolamentare svolgimento dei
campionati.

Oltre alle notevoli difficoltà economiche vi sono stati, d’altro canto, anche
diversi problemi di natura sociale che hanno interessato principalmente i tifosi
(stanchi e amareggiati nel non sentire più il “calore” dello stadio come se fosse
stato estirpato loro un elemento sostanziale della propria routine e del proprio
essere) e i calciatori (stressati e preoccupati dalla pandemia, dal danneggiare la
propria squadra risultando positivi ai vari tamponi stabiliti dal protocollo
sanitario; addolorati nel vedere, in ogni singola partita, gli impianti vuoti e nel
non assaporare la caratteristica principale del mondo calcistico ossia il sostegno
del pubblico).

Purtroppo, quando si era riusciti finalmente a intravedere uno spiraglio di
speranza alla fine di questo oscuro tunnel, questo sport è stato nuovamente
scosso, anche se in parte, dall’attuale situazione bellica che vede fronteggiarsi
l’esercito russo e quello ucraino. A causa di ciò le città sono state evacuate e di
conseguenza sono stati infranti i sogni, devastate la vite del popolo ucraino, dei
bambini, dei tifosi e degli stessi calciatori che hanno assistito improvvisamente
alla sospensione (tutt’ora in vigore) del campionato nazionale costringendo
molti di loro e connazionali ad abbandonare il terreno di gioco per prestare
servizio in trincea, causando diverse morti come quella dell’attaccante
Oleksandr Sukhenko, ex attaccante del club locale Seagull Second League,
trucidato nel massacro di Bucha insieme alla madre e il padre Igor i cui corpi,
che mostravano segni di violenze e percosse, sono stati ritrovati in una fossa
comune vicino a Motyzhyn creando un ambiente abbastanza macabro. Un altro
caso eclatante è quello di Jurij Vernydub, allenatore della squadra moldava
Sheriff Tiraspol, che, il 28 settembre 2021, era riuscito nell’impresa di prevalere

sul Real Madrid di Carlo Ancelotti e a ritagliarsi un proprio spazio nella favola
della Champions League grazie anche alla vittoria contro lo Shakhtar Donetsk
(15 Settembre). A distanza di solo pochi mesi Vernydub è passato dai cori dei
tifosi ai rumori e alle atrocità delle bombe russe con la speranza che tutto questo
periodo negativo finisca al più presto e che il calcio possa ritornare alla sua
normalità, risorgere dalle ceneri come una maestosa fenice e ricordare per
sempre tutte le vittime di queste tragedie.

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