{"id":925,"date":"2021-02-09T19:02:50","date_gmt":"2021-02-09T19:02:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=925"},"modified":"2021-02-09T19:02:53","modified_gmt":"2021-02-09T19:02:53","slug":"intervista-impossibile-a-paolo-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/interviste-impossibili\/intervista-impossibile-a-paolo-rossi\/","title":{"rendered":"Intervista impossibile a Paolo Rossi"},"content":{"rendered":"\n<p>Abbiamo quest\u2019oggi il piacere di intervistare un mito del calcio italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Laureato campione del mondo, pallone d\u2019oro e capocannoniere ai mondiali del 1982, risulta quarantaduesimo nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo : Paolo Rossi<\/p>\n\n\n\n<p>I: Ciao Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripercorriamo con la memoria il 1982, un anno d\u2019oro nel vero senso della parola perch\u00e9 nello stesso anno sei diventato campione del mondo, capocannoniere del mondiale e hai vinto il pallone d\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei stato l\u2019unico oltre a Ronaldo.<\/p>\n\n\n\n<p>P: \u00e8 una cosa di cui vado orgoglioso ovviamente, non sono traguardi semplici da raggiungere! Tutto poi nello stesso anno; quell\u2019 82\u2019 \u00e8 stato per me davvero un anno magico, sono arrivato sul tetto del mondo vincendo tutto quello che si poteva vincere.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia \u00e8 stata una carriera particolare, fatta non solo di traguardi raggiunti, di vittorie ma anche costellata di numerose difficolt\u00e0, di precipizi, di alti e bassi insomma.<\/p>\n\n\n\n<p>I: Quanto sono costati a livello di sacrifici questi traguardi ?<\/p>\n\n\n\n<p>P: Se sei un professionista sei consapevole che i sacrifici bisogna farli: fare il professionista significa rinunciare a molte cose davvero, ma nella rinuncia c\u2019\u00e9 talmente tanta passione che non ci si accorge neppure di tutto quello che si sta sacrificando.<\/p>\n\n\n\n<p>I: Hai mai avuto la tentazione di mollare tutto e fare altro?<\/p>\n\n\n\n<p>P: L\u2019idea di fare l\u2019astronauta l\u2019ho avuta, l\u2019immagine di Neil Amstrong nella mia infanzia mi rimase scolpita a lungo dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>I: Hai iniziato a giocare a calcio a calcio all\u2019et\u00e0 di nove anni nel Santa Lucia.<\/p>\n\n\n\n<p>P: Esatto.<\/p>\n\n\n\n<p>I: Poi nel 72\u2019 l\u2019ingresso nella Juventus\u2026 avevi fiducia nel tuo talento ?<\/p>\n\n\n\n<p>P: Molto, anche se ho sempre pensato che il talento \u00e8 fondamentale ma non sufficiente. E\u2019 necessario aggiungere tutto quello che fa parte di un bagaglio importante: sacrifici, preparazione, tenacia nel continuare a perseguire gli obiettivi<\/p>\n\n\n\n<p>I: Tornando alla notte magica dell\u2019 82 qual \u00e8 il ricordo che riaffiora con pi\u00f9 prepotenza?<\/p>\n\n\n\n<p>P: L\u201911 luglio, terminata la partita, ci fu consegnata la coppa del mondo\u2026 Fu un\u2019emozione indescrivibile fare il giro di campo abbracciati gli uni agli altri!<\/p>\n\n\n\n<p>I: Negli spogliatogli che aria che aria si respirava prima di quella finale che avrebbe condotto l\u2019Italia al successo?<\/p>\n\n\n\n<p>P:L\u2019inizio di quel mondiale non era stato brillante; poi ci fu la partita contro l\u2019Argentina, vinta 2-1. Acquistammo una maggiore fiducia e consapevolezza nelle nostre capacit\u00e0 intuendo che ce la avremmo potuta fare. A quel punto negli spogliatogli si cominci\u00f2 a respirare un&#8217;aria nuova, una voglia di vincere ogni partita per arrivare in finale..<\/p>\n\n\n\n<p>I: Che dire una carriera d\u2019oro!<\/p>\n\n\n\n<p>Autore: <strong><em>Alessandro Onori<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo quest\u2019oggi il piacere di intervistare un mito del calcio italiano. 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