{"id":1819,"date":"2022-03-29T18:06:28","date_gmt":"2022-03-29T18:06:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=1819"},"modified":"2022-03-29T18:06:30","modified_gmt":"2022-03-29T18:06:30","slug":"lospite-inquietante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/io-scrivo-perche\/lospite-inquietante\/","title":{"rendered":"L\u2019ospite inquietante"},"content":{"rendered":"\n<p>Riflessioni su come i giovani di oggi si pongono di fronte alle prospettive per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per vivere una vita volta al raggiungimento della felicit\u00e0, apparente o reale che sia, bisogna<br>necessariamente porsi degli obiettivi, permeare di speranza i nostri passi verso una meta. Leopardi<br>esprime questa riflessione nello Zibaldone, sottolineando come sia difficile per lui comprendere il<br>modo di vivere di coloro che agiscono senza fornire uno scopo alle loro azioni. Tale riflessione,<br>difformemente da quanto si potrebbe semplicisticamente pensare, non contempla uno stile di vita<br>utilitaristico: non \u00e8 il raggiungimento dello scopo prefissato a procurare in noi piacere, ma il solo<br>fatto di orientare le nostre azioni e decisioni in direzione di esso. La felicit\u00e0, per Leopardi, \u00e8<br>un\u2019illusione, un\u2019irraggiungibile meta il cui viaggio per raggiungerla mitiga la nostra connaturata<br>tristezza.<br>\u00c8 lapalissiano che le parole del poeta recanatese siano di estrema attualit\u00e0, sebbene appartenenti ad<br>un secolo passato. L\u2019odierna societ\u00e0 ha accelerato in maniera incontrollabile i meccanismi di<br>produzione, innovazione e consumo, togliendo di conseguenza lo spazio ad un immaginario<br>sufficientemente nitido del futuro per potervi riporre delle speranze. Le fasce pi\u00f9 giovani della<br>popolazione, come afferma Galimberti ne L\u2019ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, vivono una<br>forma di disagio sociale non pi\u00f9 di sola matrice esistenziale, quindi legato ad una fase di crescita, ma<br>di matrice \u201cculturale\u201d, poich\u00e9 la stessa cultura non fornisce pi\u00f9 ai giovani delle allettanti prospettive<br>di vita. Il futuro non \u00e8 pi\u00f9 una promessa, bens\u00ec una minaccia.<br>I giovani temono il futuro e di conseguenza si rifugiano nella ricerca dell\u2019assoluto presente, vivibile<br>solo tramite l\u2019inibizione delle facolt\u00e0 cognitive. Negli ultimi dieci anni si \u00e8 registrato un aumento di<br>circa cinque punti percentuali del consumo di alcolici tra i giovani, molti dei quali minorenni e,<br>nell\u2019et\u00e0 compresa tra i 15 e i 19 anni, circa un ragazzo su tre dichiara di aver fatto uso di sostanze<br>illegali. Da questa tendenza si evince quanto sia determinante nello stato d\u2019animo umano il porsi<br>degli obiettivi che diano un senso alle azioni che si compiono; in un mondo che non lascia spazio<br>alle speranze nessuno \u00e8 in grado di vivere con decoro.<br>Dal tentativo di alienarsi dall\u2019incommensurabile incertezza circa il futuro si percepisce un altro<br>mutamento che ha avuto luogo nella psiche dei pi\u00f9 giovani nell\u2019arco di pochissimi anni: il passaggio<br>da un nichilismo passivo ad un nichilismo attivo. Il primo \u00e8 caratterizzato dalla rassegnazione<br>dinanzi allo scenario critico della realt\u00e0, dall\u2019autocommiserazione e dalla sfiducia verso il possibile<br>cambiamento. Il secondo, invece, si caratterizza per il totale rifiuto della condizione che si vive, il<br>quale si configura in una serie di irrazionali tentativi volti a ricercare una forma di momentaneo<br>equilibrio interiore, senza mai per\u00f2 impegnarsi a trovare con lucidit\u00e0 una strategia efficace per dar<br>vita ad un cambiamento effettivo.<br>A mio modo di vedere, tuttavia, non \u00e8 la sola velocit\u00e0 del progresso a provocare tale nichilismo e<br>quindi la carenza di obiettivi in cui riporre le proprie speranze, ma anche ci\u00f2 che \u00e8 necessario per<br>mantenere la velocit\u00e0 del progresso stesso ha un contraccolpo non indifferente nella visione del<br>futuro. I rapidissimi meccanismi di produzione odierni necessitano di operatori altrettanto veloci<br>per garantirne l\u2019efficienza, dunque non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per il pensiero critico, pericoloso nel suo<br>potenziale rallentamento dei meccanismi di produzione. La stessa istruzione cerca di mutare la<br>propria essenza al fine di formare persone sempre pi\u00f9 abili nell\u2019atto pratico e sempre meno abili<br>nella riflessione. La scuola viene spinta a ridurre l\u2019insegnamento dei contenuti per favorire<br>l\u2019apprendimento delle competenze, che non servono ad altro se non a costruire dei piccoli<br>ingranaggi pronti a girare ignorando perch\u00e9 girino e in quale macchinario siano inseriti. Si \u00e8<br>instaurata una sorta di dittatura del pragmatismo, che preclude ogni speranza di costruire il proprio<br>futuro al di fuori dei meccanismi produttivi. Le passioni vengono annientate se non sono conformi<br>alla societ\u00e0 industriale e se lo sono vengono smorzate poich\u00e9 nella loro purezza costituiscono un<br>pericolo. Sempre meno studi e corsi di laurea garantiscono ai giovani la possibilit\u00e0 di sperare in un<br>futuro stabile; non basta infatti porsi degli obiettivi per vivere meglio, bisogna porsi degli obiettivi<br>che siano stimolanti e prospettino un futuro in cui vivere di ci\u00f2 che pi\u00f9 piace.<br>L\u2019uomo ha molte capacit\u00e0, ma la sua abilit\u00e0 pi\u00f9 grande si configura nel suo spirito d\u2019adattamento,<br>che costituisce, tuttavia, anche la sua pi\u00f9 grande debolezza. La societ\u00e0 si \u00e8 anestetizzata nella<\/p>\n\n\n\n<p>convinzione che sia perfetta, adattandosi all\u2019incombenza del pericolo imminente che le si para<br>davanti tramite la non ammissione della sua esistenza.<br>Come asserisce Leopardi: l\u2019uomo \u00e8 triste per sua natura, ma non si preclude mai l\u2019anelito di<br>migliorare sempre di pi\u00f9 la propria vita per addolcirne le vette d\u2019amarezza, pur senza mai arrivare<br>ad essere pienamente soddisfatto. Oggi, invece, stiamo perdendo la speranza e incateniamo la<br>societ\u00e0 in attesa della sua implosione. Cos\u00ec, in questa dittatura del pragmatismo, si annegano le<br>nostre speranze e nessun naufragio potr\u00e0 mai essere pi\u00f9 amaro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni su come i giovani di oggi si pongono di fronte alle prospettive per il futuro. 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