{"id":1771,"date":"2022-03-09T14:04:44","date_gmt":"2022-03-09T14:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=1771"},"modified":"2022-03-09T14:04:46","modified_gmt":"2022-03-09T14:04:46","slug":"carta-identita-vespasiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/lezioni-di-orientamento\/carta-identita-vespasiano\/","title":{"rendered":"Carta identit\u00e0 ( Vespasiano)"},"content":{"rendered":"\n<p>Quintus Romanorum imperator&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Nome originale: Titus Flavius Vespasianus<br>Nascita: Vicus Phalacrinae, 17 novembre 9<br>Morte: Roma, 23 giugno 79<br>Nazionalit\u00e0: latino<br>Dinastia: Flavia<br>Coniuge: Flavia Domitilla maggiore, Caenis<br>Figli: Tito, Domiziano, Flavia Domitilla<br>Padre: Tito Flavio Sabino<br>Madre: Vespasia Polla<br>Regno: 69-79 d.C.<br>Descrizione fisica:<br>\u201cFu di statura massiccia, di membra saldamente compatte, di volto quasi contratto dallo sforzo: a<br>proposito di questo un cittadino molto spiritoso, al quale aveva chiesto di dire una battuta su di lui,<br>rispose: \u00abLo far\u00f2, quando avrai smesso di alleggerire il tuo ventre.\u00bb Godette di ottima salute,<br>sebbene per conservarla si limitasse a frizionarsi ritmicamente la gola e le altre parti del corpo in<br>una palestra destinata al gioco della palla e a digiunare un giorno al mese.&nbsp;\u201c<br>(Svetonio, VIII,20)<\/p>\n\n\n\n<p>Cursus honorum: 30 d.C. venne mandato come laticlavio in Tracia per circa 3 o 4 anni<br>34 d.C. divenne questore nella provincia di Creta e Cirene<br>38 d.C. ricopr\u00ec la carica di edile dopo essere stato respinto la prima volta<\/p>\n\n\n\n<p>Svetonio racconta un curioso episodio di questo periodo:<br>\u201cIn s\u00e9guito, quando Vespasiano rivestiva la carica di edile e C. Cesare, adiratosi perch\u00e9 non aveva<br>provveduto a far spazzare le strade, ordin\u00f2 ai soldati di farlo imbrattare stipando fango nelle<br>pieghe della sua pretesta, non mancarono quelli che interpretarono il fatto come se un giorno lo<br>Stato, calpestato e derelitto per qualche sconvolgimento politico, dovesse rifugiarsi sotto la sua<br>tutela e quasi nel suo grembo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(Svetonio, VII, 5)<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 40 d.C. divenne pretore, come ci racconta Svetonio:<br>\u201cDa pretore, per non trascurare alcun mezzo di ingraziarsi Gaio, che era ostile al Senato, in onore<br>della sua vittoria sui Germani sollecit\u00f2 giochi straordinari e, come aggravante alla pena dei<br>congiurati, stabil\u00ec che fossero lasciati senza sepoltura. Lo ringrazi\u00f2 anche davanti al Senato di<br>avergli fatto l&#8217;onore di un invito a cena.\u201d<br>Dal 43 al 50 d.C. Vespasiano partecip\u00f2 come legatus legionis della legio II Augusta alla conquista<br>della Britannia<br>Di questo periodo militare Svetonio ricorda:<br>\u201c[\u2026] ebbe trenta scontri con il nemico. Costrinse alla resa due popolazioni, pi\u00f9 di venti citt\u00e0<br>fortificate e l&#8217;isola di Vette, che \u00e8 molto vicina alla Britannia, agli ordini sia del legato consolare<br>Aulo Plauzio sia dello stesso Claudio. Per questo ricevette le insegne del trionfo e, in breve tempo,<br>due sacerdozi, e inoltre un consolato che esercit\u00f2 negli ultimi due mesi dell&#8217;anno.\u201d<br>(Svetonio, VII, 4)<\/p>\n\n\n\n<p>Cassio Dione Cocceiano aggiunge un episodio curioso ed eroico in Britannia:<br>\u201cSempre in questo periodo in Britannia, Vespasiano venne colto di sorpresa dai barbari,<br>rischiando di essere ucciso, ma suo figlio Tito, preoccupato per il padre, con una grande audacia<br>spezz\u00f2 l&#8217;accerchiamento, e dopo aver iniziato a respingere i nemici in fuga, ne fece una strage.\u201d<br>(Cassio Dione, LX, 30.1)<br>Nel 51 d.C. fu console per gli ultimi due mesi dell&#8217;anno, fino a quando non ottenne il proconsolato,<br>Svetonio di lui disse che:<br>\u201cIl periodo di tempo fino al consolato, lo pass\u00f2 in appartato riposo, temendo Agrippina, che aveva<br>ancora molto potere presso il figlio e odiava l&#8217;amico del pur defunto Narciso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(Svetonio, VII, 4)<br>Nel 63 d.C. and\u00f2 come governatore in Africa proconsolare dove, secondo Svetonio, il suo governo<br>fu condotto con assoluta integrit\u00e0 e onore. Certo \u00e8 che la sua fama e visibilit\u00e0 a Roma, crebbe.<br>Svetonio aggiunge:<br>\u201cNon ritorn\u00f2 di certo pi\u00f9 ricco, giacch\u00e9, compromesso ormai il suo credito, ipotec\u00f2 tutte le<br>propriet\u00e0 al fratello e, di necessit\u00e0, per sostenere le spese del suo rango, dovette abbassarsi a<br>traffici da mercante di bestiame; perci\u00f2 era comunemente soprannominato \u00abil mulattiere.\u201d<br>Fu infatti in Grecia al seguito di Nerone. Svetonio ne racconta un episodio curioso:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDurante il viaggio in Acaia, al seguito di Nerone, poich\u00e9, mentre l&#8217;imperatore cantava, o si<br>allontanava troppo spesso o sonnecchiava alla sua presenza, si tir\u00f2 addosso un danno enorme e,<br>trovatosi escluso non solo dalla vita di corte ma anche dalle pubbliche udienze, si ritir\u00f2 in una<br>cittadina fuori mano fino a quando, mentre se ne stava nascosto e temeva ormai il peggio, gli fu<br>offerto il governo di una provincia e il comando di un esercito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(Svetonio, VII, 4)<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 66 d.C. fino al 68 d.C. condusse la guerra giudaica<br>Secondo una profezia di Svetonio:<br>\u201cIn tutto l&#8217;Oriente si era diffusa un&#8217;antica e persistente credenza secondo cui era scritto nei fati che<br>quanti in quel tempo fossero venuti dalla Giudea si sarebbero impadroniti del sommo potere\u201d<br>(Svetonio, VII, 4)<\/p>\n\n\n\n<p>Svetonio aggiunge un episodio curioso di questi anni di guerra:<br>\u201cIn Giudea, quando consult\u00f2 l&#8217;oracolo di Giove Carmelo, le sorti gli confermarono la promessa<br>che si sarebbe avverato tutto ci\u00f2 che di pi\u00f9 grandioso egli concepisse e desiderasse. E uno dei<br>notabili prigionieri, Giuseppe, mentre veniva costretto in catene, tenacemente assicurava che<br>presto sarebbe stato liberato dallo stesso Vespasiano, una volta divenuto imperatore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(Svetonio, VII, 5)<br>Nel 68 d.C. dopo la morte di Nerone vennero eletti 4 imperatori nel giro di pochi anni l\u2019ultimo di<br>questi era proprio Vespasiano<br>Riforme<\/p>\n\n\n\n<p>Riforme finanziarie<\/p>\n\n\n\n<p>1) Chiese l&#8217;esazione delle imposte non pagate sotto Galba, introducendone poi di nuove e ancora pi\u00f9<br>gravose<br>2) Aument\u00f2 i tributi delle province, anche raddoppiandoli in alcuni casi<br>3) Ebbe nel complesso un occhio attento sulle finanze pubbliche. Sembra infatti che la sua sia stata<br>una illuminata economia, che, nello stato disordinato delle finanze di Roma, era una necessit\u00e0<br>assoluta a causa dell&#8217;immensa povert\u00e0 in cui versava sia il fiscus sia l&#8217;aerarium da come possiamo<br>vedere dalle parole di Svetonio:<br>\u201cVi sono invece altri che ritengono che egli sia stato spinto a saccheggi e rapine dalla necessit\u00e0,<br>per l&#8217;estrema povert\u00e0 dell&#8217;erario e del fisco, che aveva denunciato s\u00f9bito fin dall&#8217;inizio del suo<br>principato, dichiarando che \u00aberano necessari quaranta miliardi di sesterzi perch\u00e9 lo Stato potesse<br>reggersi\u201d<br>(Svetonio, VII, 16)<\/p>\n\n\n\n<p>Riforme amministrative<\/p>\n\n\n\n<p>1) Promulg\u00f2 la lex de imperio Vespasiani, in seguito alla quale egli e gli imperatori successivi<br>governeranno in base alla legittimazione giuridica e non pi\u00f9 in base a poteri divini come avevano<br>fatto i Giulio-Claudii. Questo provvedimento pu\u00f2 essere riassunto in due formule: \u00abil principe \u00e8<br>svincolato dalle leggi\u00bb (princeps a legibus solutus est); \u00abquanto piace al principe ha vigore di<br>legge\u00bb (quod placuit principi legis habet vigorem).<br>2) Riform\u00f2 il Senato e l&#8217;ordine equestre, rimuovendone i membri inadatti e indegni e promuovendo<br>uomini abili e onesti, sia tra gli Italici sia tra i provinciali, allo stesso tempo, rese questi organismi<br>pi\u00f9 dipendenti dall&#8217;imperatore, esercitando la sua influenza sulla loro composizione.<br>3) Cambi\u00f2 lo statuto della guardia pretoriana, formata da nove coorti in cui, per aumentarne la<br>fedelt\u00e0, furono arruolati solo italici.<br>4) Diede una pensione di cinquecentomila sesterzi all&#8217;anno ai consolari poveri. Svetonio aggiunge:<br>\u201cE, affinch\u00e9 fosse ben chiaro che i due ordini differivano tra loro non tanto per i diritti quanto per<br>il rango, in una lite sorta tra un senatore e un cavaliere romano sentenzi\u00f2 che non si dovevano<br>ingiuriare i senatori, ma che, comunque, ricambiare gli insulti era un diritto civile e morale\u201d<br>(Svetonio, VII, 9)<\/p>\n\n\n\n<p>Riforme giudiziarie<\/p>\n\n\n\n<p>Fece decretare dal Senato che ogni donna libera, che si fosse concessa a uno schiavo di altri, venisse<br>considerata anch&#8217;essa una schiava e che gli usurai, quando avessero concesso un prestito a un figlio<br>di famiglia, non potessero esigerne la restituzione neppure dopo la morte del padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Riforme sociali<br>1) Spesso offriva banchetti sontuosi per far guadagnare i macellai.<br>2) In occasione dei Saturnalia offriva doni agli uomini e alle calende di marzo alle donne<br>3) Nel 73 Vespasiano e Tito rivestirono una magistratura repubblicana ormai quasi dimenticata, la<br>censura, con l&#8217;obiettivo di ampliare il pomerium, ovvero il confine sacro della citt\u00e0, e iniziare una<br>generale ristrutturazione urbanistica. Ci\u00f2 viene detto anche da Svetonio:<br>\u201cRoma era deturpata dai segni di crolli e di passati incendi; e Vespasiano permise a chiunque di<br>occupare le aree vuote e di costruirvi sopra se i proprietari non prendevano iniziative.\u201d<br>(Svetonio, VII, 8)<\/p>\n\n\n\n<p>Riforme architettoniche<\/p>\n\n\n\n<p>1) Ricostru\u00ec il Campidoglio, dando lui stesso una mano a rimuovere le macerie e trasportandole<br>personalmente in spalla; in questa circostanza fece rifare tremila tavole in bronzo, andate<br>completamente distrutte nel recente incendio, dove erano conservati i senatoconsulti fin quasi dalla<br>fondazione della citt\u00e0, i plebiscita, i trattati e le alleanze;<br>2) Inizi\u00f2 la costruzione di un nuovo e funzionale foro con annesso un tempio dedicato alla Pace. Il<br>grandioso complesso fu decorato con le statue raccolte da Nerone in Grecia e in Asia Minore,<br>antichi capolavori di pittura e di scultura, oltre che con la suppellettile d&#8217;oro presa nel tempio dei<br>Giudei, di cui Vespasiano andava fiero.<\/p>\n\n\n\n<p>3) Inizi\u00f2 la costruzione del Foro Transitorio. Definito dai contemporanei come una delle meraviglie<br>del mondo<br>4) Port\u00f2 a termine sul Celio il tempio del Divo Claudio, iniziato da Agrippina ma quasi interamente<br>demolito da Nerone fino alle fondamenta;<br>5) Dispose la costruzione nonch\u00e9 la tassazione di numerosi orinatoi, che presero il nome di<br>&#8220;vespasiani&#8221;;<br>6) Realizz\u00f2, infine, un grandioso anfiteatro, il Colosseo, simbolo ancora oggi dell&#8217;antica Roma,<br>nell&#8217;area che sapeva essere stata a ci\u00f2 destinata da Augusto.<br>7) Fece inoltre ampliare un altro grande anfiteatro, l&#8217;arena di Pola, che fu costruita nella prima met\u00e0<br>del I. secolo d.C.<br>8) Fece potenziare e manutenere i pi\u00f9 importanti tratti viari della penisola e in particolare le vie<br>Appia, Salaria e Flaminia.<br>9) Il successivo incendio della Domus Aurea danneggi\u00f2 il colosso di Nerone che fu restaurato da<br>Vespasiano, il quale lo convert\u00ec in una rappresentazione del dio Sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Riforme culturali<\/p>\n\n\n\n<p>Egli fu il primo imperatore a stanziare una somma di centomila sesterzi all&#8217;anno a favore di retori<br>greci e latini. Vers\u00f2 numerosi congiaria ai poeti pi\u00f9 importanti, ai migliori artigiani. Altri<br>ricevettero un vitalizio di pi\u00f9 di mille pezzi d&#8217;oro all&#8217;anno. Svetonio racconta che:<br>\u201cFu il primo ad assegnare, attingendo al fisco, una pensione annua di centomila sesterzi per<br>ciascuno ai retori latini e greci; i poeti pi\u00f9 insigni, nonch\u00e9 gli artisti, come il restauratore della<br>Venere di Coo e cos\u00ec pure quello del Colosso, gratific\u00f2 con ricchi donativi e lauti stipendi, e anche<br>a un ingegnere, che assicurava di poter trasportare sul Campidoglio con modica spesa alcune<br>enormi colonne, offr\u00ec un premio non indifferente per il progetto, ma poi rinunci\u00f2 all&#8217;esecuzione<br>dell&#8217;opera dicendogli che gli lasciasse sfamare il popolino.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(Svetonio, VII, 18)<br>\u201cPer gli spettacoli con cui si inaugurava la scena restaurata del teatro di Marcello, aveva<br>richiamato anche vecchi artisti. All&#8217;attore tragico Apellaride don\u00f2 quattrocentomila sesterzi, ai<br>citaredi Terpno e Diodoro duecentomila ciascuno, centomila ad alcuni altri e, come minimo,<br>quarantamila, oltre a moltissime corone d&#8217;oro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(Svetonio, VII, 19)<br>Si aggiunga che i maestri della filosofia stoica e scettica, attivi in Roma, erano stati perseguitati per<br>la loro opposizione al regime di Vespasiano. Ostilio e Demetrio erano stati mandati in esilio ed<br>Elvidio Prisco, che si era rifiutato di riconoscere Vespasiano quale imperatore, fu messo a morte. Il<br>potere imperiale considerava intollerabile la loro indipendenza di giudizio e se essi generalmente<br>non erano politicamente attivi, erano per\u00f2 moralmente autorevoli e le loro critiche erano tanto pi\u00f9<br>pericolose in quanto venivano diffuse pubblicamente tra i loro allievi.<br>La grande opera di Plinio il Vecchio, Naturalis historia, fu scritta durante il regno di Vespasiano e<br>dedicata a suo figlio Tito. Alcuni filosofi, avendo parlato con rimpianto dei tempi d&#8217;oro della<br>Repubblica, e quindi indirettamente incoraggiato cospirazioni, indussero Vespasiano a rimettere in<br>vigore le leggi penali contro questa professione ormai obsoleta; solo uno di essi, Elvidio Prisco, fu<\/p>\n\n\n\n<p>messo a morte, perch\u00e9 aveva affrontato l&#8217;imperatore con insulti studiati. &#8220;Non uccider\u00f2 un cane che<br>mi abbaia contro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Riforme militari<\/p>\n\n\n\n<p>Con Vespasiano, venne ripristinata l&#8217;antica disciplina militare, ma soprattutto si preoccup\u00f2 di<br>evitare che l&#8217;eccessiva devozione delle legioni ai propri comandanti potesse generare una nuova<br>guerra civile. La caduta di Nerone era seguita da una lotta che aveva, non solo portato distruzione<br>nella penisola italica e dissanguato le casse dello stato, ma aveva coinvolto numerosi eserciti. Fu<br>necessario porre rimedio a ci\u00f2 attraverso una nuova serie di riforme, che completasse quanto era gi\u00e0<br>stato fatto durante la dinastia giulio-claudia:<br>1) sciolse ben quattro legioni che avevano trascinato nel fango le proprie insegne macchiandosi di<br>disonore e ne riform\u00f2 tre nuove dando la possibilit\u00e0 ad alcuni di fare pubblica ammenda;<br>2) avendo trovato le casse dell&#8217;aerarium militare pressoch\u00e9 vuote, mise in atto tutta una serie di<br>azioni per ripristinare la precedente situazione finanziaria alla guerra civile;<br>3) data inoltre la crescente scarsit\u00e0 di reclute decise di aumentare l&#8217;impiego di truppe ausiliarie<br>provinciali, facendo in modo che le generazioni future avessero un numero maggiore di potenziali<br>cittadini romani da arruolare nelle legioni. Di contro si andava a creare una vera e propria<br>rarefazione dell&#8217;elemento italico a vantaggio di quello provinciale, pur non producendo mutamenti<br>sostanziali nel valore militare complessivo;<br>4) al fine di aumentare la capacit\u00e0 difensiva dei confini imperiali per tutta la loro lunghezza, oltre<br>9.500 km terrestri, dispose di ricostruire numerose fortezze legionarie in pietra ed in posizioni<br>strategicamente migliori, in modo da non trascurare la sicurezza delle legioni dove erano<br>acquartierate;<br>5) non trascur\u00f2 il fatto che le truppe di confine, quando rimanevano inattive per troppo tempo, in un<br>ambiente ospitale, perdevano la loro capacit\u00e0 di combattere. Queste truppe, non avendo infatti una<br>prospettiva immediata di guerra o di bottino, rischiavano di perdere la proverbiale disciplina e<br>deteriorarsi. Solo un allenamento costante poteva preservare le capacit\u00e0 di combattimento, anche in<br>tempo di pace, ben sapendo che dai primi accampamenti &#8220;rurali&#8221; si era ormai passati a fortezze che<br>andavano sempre pi\u00f9 acquisendo una tipica atmosfera urbana;<br>6) torn\u00f2 all&#8217;ordinamento augusteo, riducendo le coorti pretoriane a 9<br>7) La riforma della prima coorte potrebbe essere avvenuta all&#8217;epoca di Augusto o forse al tempo dei<br>Flavi. Si trattava di una coorte militare, vale a dire di dimensioni doppie rispetto alle altre nove<br>coorti, con 5 manipoli di 160 armati ciascuna, pari a 800 legionari, a cui era affidata l&#8217;aquila della<br>legione. Primo esempio di costruzioni che ne ospitassero una coorte di queste dimensioni la<br>troviamo nella fortezza legionaria di Inchtuthill in Scozia.<br>Politica estera<\/p>\n\n\n\n<p>Ridusse a province l&#8217;Acaia, la Licia, Rodi, Bisanzio e Samo, togliendo loro la libert\u00e0, e fece lo<br>stesso con la Cilicia Trachea e la Commagene, che fino ad allora erano state governate da re<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quintus Romanorum imperator&#8230; Nome originale: Titus Flavius VespasianusNascita: Vicus Phalacrinae, 17 novembre 9Morte: Roma, 23 giugno 79Nazionalit\u00e0: latinoDinastia: FlaviaConiuge: Flavia<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1772,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[93],"tags":[688,300,190,484,692],"class_list":["post-1771","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lezioni-di-orientamento","tag-imperatoriromani","tag-lettura","tag-roma","tag-storia","tag-vespasiano"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/download-10.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1771","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1771"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1771\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1773,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1771\/revisions\/1773"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1771"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1771"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1771"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}