{"id":1756,"date":"2022-03-09T13:28:16","date_gmt":"2022-03-09T13:28:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=1756"},"modified":"2022-03-09T13:28:19","modified_gmt":"2022-03-09T13:28:19","slug":"la-grande-fenice-litalia-euro-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/sport\/la-grande-fenice-litalia-euro-2021\/","title":{"rendered":"LA GRANDE FENICE: L\u2019ITALIA (EURO 2021)"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 l\u201911 Luglio 2021, siamo allo storico Wembley Stadium di Londra. Sono le 23:40 e da oltre<br>due ore si sta disputando la finale degli Europei di calcio tra l\u2019Italia di Roberto Mancini e<br>l\u2019Inghilterra di Gareth Southgate. Le due squadre devono affrontare l\u2019ultimo ostacolo per<br>agguantare la agognata vittoria dopo il risultato di 1 a 1 che si \u00e8 registrato dopo i tempi<br>regolamentari e i successivi tempi supplementari. Si va ai calci di rigore (seconda volta<br>consecutiva per gli \u201cAzzurri\u201d dopo la precedente semifinale contro la Spagna di Luis<br>Enrique)!<br>Dopo i tentativi falliti di Marcus Rashford e Jordan Sancho per la squadra dei \u201cTre Leoni \u201c(e<br>la realizzazione da parte di Federico Bernardeschi e l\u2019errore di Jorginho a parti inverse)<br>l\u2019Italia \u00e8 in momentaneo vantaggio ed \u00e8 ad un passo dal traguardo.<br>Dagli 11 metri decisivi si prepara Bukayo Saka contro la saracinesca Gianluigi Donnarumma;<br>si sente il fischio dell\u2019assistente di gara; l\u2019adrenalina e la paura si insinuano nelle anime dei<br>due protagonisti, dei loro compagni, dei loro allenatori e dei tifosi presenti sia allo stadio sia<br>fuori. L\u2019inglese si coordina e\u2026 PARATA, PARATA di Donnarumma, che si tuffa con un<br>balzo felino bloccando il tiro del talento dell\u2019Arsenal. Si ode finalmente, tra la confusione<br>generatasi, il liberatorio e soave triplice fischio dell\u2019arbitro Bj\u00f6rn Kuipers che condanna una<br>nazione all\u2019oblio e ne conduce un\u2019altra verso la luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Bel Paese urla e grida di gioia, incredulo del miracolo appena compiuto: si commuove<br>Mister Mancini che ha portato questi ragazzi e i suoi tifosi sul tetto d\u2019Europa; il prato verde<br>chiaro dello stadio si tinge del tricolore italiano colmo di passione, abbracci e liberazione e<br>l\u2019entusiasmo coinvolge persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, dalla<br>tribuna, esulta energicamente e con indescrivibile felicit\u00e0. Si scatena il delirio a Wembley da<br>parte dei modesti 6.619 tifosi italiani contro i circa 59500 inglesi che rimangono in silenzio,<br>accecati dalla superbia e dalla prepotenza; i nostri eroi gioiscono, festeggiano sotto la curva<br>orgogliosi di essere italiani e corrono tutti, persino Leonardo Spinazzola (infortunatosi<br>drammaticamente ai quarti di finale contro il Belgio) aiutato dai propri compagni e dalle<br>proprie stampelle.<br>\u00c8 la fine\u2026 la fine dell\u2019entusiasmo abbastanza stravagante degli Inglesi che nei giorni<br>precedenti avevano offeso la nostra amata patria, avevano infierito sulla nostra bandiera,<br>avevano la forte convinzione di essere gi\u00e0 i vincitori e di conseguenza di riportare il calcio a<br>\u201ccasa\u201d loro, ripetendo all\u2019unisono il vano motto \u201cFootball is coming Home\u201d. Un\u2019ondata di<br>emozione travolge tutto lo stivale e 60 Milioni di italiani, dall\u2019estremo nord all\u2019estremo sud,<br>dal Mar ligure che bagna il porto di Genoa al mare Adriatico che gratifica la Puglia, dal<br>Mediterraneo che tocca le due isole sorelle fino alla Firenze di Dante Alighieri e all\u2019antica<br>Roma di Giulio Cesare, festeggiano nelle piazze, suonano le trombette che cantano di gioia e<br>non di tristezza, di spensieratezza e non di paranoia. Si assapora quella libert\u00e0 e quella<br>dolcissima ingenuit\u00e0 che era rimasta latente nell\u2019animo della penisola a causa della pandemia<br>Covid 19 che ha messo in crisi un mondo intero, ha steso, come un maligno mostro, un velo<br>di pessimismo, rassegnazione e odio e lo ha costretto a vivere un anno e mezzo in una<br>situazione paranormale e surreale.<br>\u201cIL CALCIO NON TORNA A LONDRA, TORNA A ROMA\u201d tra la passione della gente<br>che colpisce pure l\u2019individuo pi\u00f9 razionale. Il dio del calcio non \u201csalva la regina\u201d perch\u00e9 si<br>schiera e conferisce una seconda vita all\u2019Italia che rinasce dalle proprie ceneri, dalle proprie<br>sconfitte, dall\u2019esclusione dai mondiali 2018 di Russia, come una gloriosa e maestosa fenice.<br>Questo magnifico sport \u00e8 lo strumento pi\u00f9 bello e utile per ritornare a sperare, a sorridere, a<br>pensare positivo dopo il difficile periodo che abbiamo passato e, nonostante sia nato proprio<br>in Inghilterra nel 1863, \u00e8 profondamente radicato nel nostro Paese e nella nostra cultura<br>perch\u00e9 la sua essenza, il suo fascino, la sua unicit\u00e0 e il suo ardore sono figlie del calcio<br>italiano e di tutto il coinvolgimento creato dal popolo, dai bambini agli adulti fino agli<br>anziani. Esso \u00e8 il legame che unisce tutti i popoli indipendentemente dalle diversit\u00e0,<br>soprattutto noi italiani che, quando gioca la nostra bellissima nazionale, indossiamo la stessa<br>maglia azzurra e diventiamo per quei 90 minuti amici inseparabili, orgogliosi di ci\u00f2 che essa<br>rappresenta, della bellezza della nostra ineguagliabile storia e della nostra straordinaria<br>singolarit\u00e0 a dispetto di forti separazioni e di maledetti individualismi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono circa le 24:05. Capitan Giorgio Chiellini alza la coppa al cielo che si tinge di un<br>maestoso tricolore con il sottofondo della coinvolgenti telecronache degli appassionanti e<br>commuoventi Francesco Repice e Fabio Caressa che ringraziano questo sport e esultano<br>energicamente nelle proprie cabine di regia. I tifosi festeggiano mentre gli inglesi,<br>imbarazzati e delusi, fuggono come delle impaurite gazzelle da quel luogo che proprio loro<br>ritenevano una vera e propria fortezza. Il \u201cpiccolo animale indifeso\u201d trionfa nella tana del<br>Leone, pieno di superbia e stravaganza. Davide sconfigge Golia nonostante i pronostici<br>sfavorevoli e la notevole svalutazione della nostra amata penisola da parte dei media e di<br>campioni del calibro di Rio Ferdinand e Patrick Viera.<br>Chiudete le valigie, andiamo a \u201criportare il calcio\u201d e la coppa dove spettano per loro<br>intrinseca natura: l\u2019Italia.<br>Finalmente possiamo dirlo. l\u2019ITALIA\u2026\u00e8\u2026 CAMPIONE\u2026.D\u2019EUROPA, per la seconda<br>volta nella sua storia dopo il successo nel 1968 contro la ex Iugoslavia. Vince contro<br>l\u2019Inghilterra dei Golden Boy in uno dei tornei pi\u00f9 particolari della storia del calcio, con<br>protagonisti Leonardo Bonucci (che si lascia a dichiarazioni abbastanza scottanti) e ancora<br>una volta un portiere, Gianluigi Donnarumma, che con le sue manone ha difeso con grinta e<br>coraggio la porta italiana come avevano fatto i suoi predecessori: Gianluigi Buffon ai<br>mondiali 2006 e Dino Zoff agli europei 1968 e ai mondiali del 1982.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo sul tetto del vecchio continente e osserviamo, con orgoglio, calore ed energia, tutto ci\u00f2<br>che si trova sotto di noi; gioiamo nel vedere la verdognola invidia degli Inglesi che non hanno<br>mai rispettato il prossimo in tutta la durata della competizione e stendiamo la bandiera<br>italiana come simbolo di speranza, come punto di partenza per un futuro radioso e come<br>segno di forza. Il Bel Paese non \u00e8 inferiore a nessun altro.<br>Si scrive un\u2019altra pagina nella ricca storia di questo magnifico gioco che noi amanti<br>chiamiamo con molta commozione Calcio Romantico.<br>Che sia benedetto lo sport pi\u00f9 bello del mondo.<br>Ladies and gentleman the football is coming to Rome, the real home.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 l\u201911 Luglio 2021, siamo allo storico Wembley Stadium di Londra. 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