{"id":1749,"date":"2022-03-09T13:04:15","date_gmt":"2022-03-09T13:04:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=1749"},"modified":"2025-05-06T19:56:00","modified_gmt":"2025-05-06T19:56:00","slug":"intervista-a-pier-paolo-pasolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/interviste-impossibili\/intervista-a-pier-paolo-pasolini\/","title":{"rendered":"INTERVISTA A PIER PAOLO PASOLINI"},"content":{"rendered":"\n<p>A 100 anni dalla nascita di Pasolini siamo lieti di incontrarlo in un&#8217;intervista immaginaria davvero rievocativa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella rigida e soleggiata mattinata del 15 gennaio la citt\u00e0 di Roma \u00e8 stata scossa da un evento del<br>tutto inaspettato: il giornalista, regista e scrittore Pier Paolo Pasolini, che tutti credevano morto<br>nell\u2019anno 1975, \u00e8 stato avvistato presso il Cimitero Acattolico di Testaccio, vivo. Inizialmente le voci<br>su questo evento erano state ridotte dal Comune di Roma e dal Governo al rango di suggestioni, ma<br>i filmati delle telecamere hanno effettivamente confermato la presenza, viva pi\u00f9 che mai, di Pasolini<br>a Roma. La notizia ha scatenato la psicosi generale della citt\u00e0, e soprattutto dei giornalisti, che in<br>tutti i modi hanno cercato di ottenere la possibilit\u00e0 di intervistare lo scrittore. Non \u00e8 stato semplice<br>convincere l\u2019autore, contestatore del sistema della comunicazione di massa, a sostenere<br>un\u2019intervista, ma Gianfranco Ciavardelli, fondatore del celeberrimo salotto web \u201cPassato supera<br>Presente\u201d, \u00e8 riuscito nell\u2019ardua impresa. Ascoltiamo ora, dunque, l\u2019intervista rilasciata dallo<br>scrittore.<br><strong>Buonasera a tutti da Gianfranco Ciavardelli. Abbiamo oggi qui, con noi, nel nostro salotto, una<br>delle figure pi\u00f9 eminenti del XX secolo italiano: lo scrittore, giornalista, nonch\u00e9 regista illustre e<br>sublime Pier Paolo Pasolini. Tutti noi lo credevamo deceduto nel 1975, ma la vita, e a quanto pare<br>anche la morte, \u00e8 una continua sorpresa. Professor Pasolini, ci dica di pi\u00f9 riguardo alla sua<br>inaspettata \u201cresurrezione\u201d.<\/strong><br>Buonasera, Gianfranco. Innanzitutto ci tengo a precisare che non mi reputo n\u00e9 un giornalista, n\u00e9 un<br>regista, preferisco piuttosto definirmi semplicemente uno scrittore. In secondo luogo, per rispondere<br>a quanto mi hai chiesto, \u00e8 necessario che tu sappia che gli scrittori non muoiono mai, anzi, dopo la<br>loro morte rimangono pi\u00f9 vivi dei viventi stessi. Ho deciso di svegliarmi dal mio apparente sonno<br>perch\u00e9 non riuscivo pi\u00f9 a sopportare la decadenza di questa societ\u00e0. Credevo che non potesse<br>esistere al mondo nulla di peggio del consumismo e dell\u2019omologazione televisiva degli anni \u201960 e \u201970,<br>ma evidentemente mi sbagliavo: al peggio non c\u2019\u00e8 mai fine. Ho cercato di trattenere me stesso dal<br>tornare in vita per quasi vent\u2019anni, precisamente da quando \u00e8 stata inventata quella diavoleria che<br>voi chiamate \u201cFacebook\u201d. La mia resistenza \u00e8 crollata definitivamente con l\u2019avvento di questa<br>pandemia, che rappresenta l\u2019apoteosi della dittatura del consumismo.<br><strong>Professor Pasolini, lei ha gi\u00e0 introdotto alcune idee estremamente interessanti, ma procediamo per<br>gradi. Ci racconti della sua vita e dei suoi studi, soffermandosi sul rapporto che lei aveva con i suoi<br>genitori e sulla genesi delle sue opinioni circa la societ\u00e0.<\/strong><br>Sono nato esattamente cento anni fa, nel 1922. Mio padre era un ufficiale di carriera e mia madre<br>una maestra elementare originaria del Friuli, una terra a cui mi sono sempre sentito molto legato.<br>Mio fratello Guido ed io ci facevamo forza a vicenda, dovendo affrontare le frequenti liti dei nostri<br>genitori causate da mio padre, la cui indole istintiva e passionale talvolta sfociava nella violenza e<br>per questo motivo mi sono sempre sentito pi\u00f9 legato a mia madre che a lui. L\u2019amore che provavo<br>nei confronti di mia madre forse era cos\u00ec forte che mi ha reso incapace di provare un amore simile<br>nei confronti di un\u2019altra persona e il mio desiderio di relazione con l\u2019altro si \u00e8 ridotto una sorta di<br>\u201cfame\u201d. In ogni caso la mia infanzia si pu\u00f2 considerare felice: ero adorato da mio fratello e posto al<br>centro di tutte le premure dai miei genitori, che hanno sempre apprezzato la mia precoce vocazione<br>poetica. A causa della carriera di mio padre viaggiammo moltissimo e ci trasferimmo di citt\u00e0 in<br>citt\u00e0. L\u2019unico ambiente costante era il paese d\u2019origine di mia madre, Casarsa, in cui trascorrevo le<br>vacanze estive e in cui ho vissuto ed insegnato per qualche tempo dopo essermi laureato in lettere<br>nel 1945.<br>Scrissi nel 1942 una raccolta di poesie in friulano, Poesie a Casarsa e grazie alle opinioni favorevoli<br>del critico Gianfranco Contini mi fu promesso da lui un articolo sulla rivista \u201cPrimato\u201d, che per\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>tard\u00f2 ad essere pubblicato a causa delle limitazioni del Regime Fascista, detrattore della poesia<br>dialettale. Questa esperienza di censura determin\u00f2 in me una netta coscienza antifascista.<br>Gli anni della guerra furono molto duri e fortunatamente riuscii a fuggire a Casarsa dopo che il mio<br>reparto fu fatto prigioniero dai tedeschi nel 1943. Nel febbraio del 1945 mio fratello Guido venne<br>ucciso dai partigiani comunisti, ciononostante mi iscrissi al PCI nel 1947 prendendovi parte<br>attivamente. Nel primo dopoguerra mi dedicai con passione all\u2019insegnamento, in virt\u00f9 della mia<br>grande vocazione pedagogica che non ho mai perso negli anni, ma a seguito di uno scandalo su cui<br>preferisco non esprimermi venni espulso dal Partito e mi trasferii a Roma con mia madre nel 1950.<br>Gli anni \u201950 furono il periodo pi\u00f9 creativo della mia vita. Dopo le difficolt\u00e0 iniziali nell\u2019adattarmi<br>alla nuova realt\u00e0 romana riuscii a trovare la mia dimensione, e mi innamorai profondamente del<br>complesso tessuto sociale delle borgate romane, che penetrai grazie all\u2019aiuto di una persona che fu<br>per me fondamentale: Ninetto Davoli. Mi interessai moltissimo alla vita difficile condotta dal<br>sottoproletariato e questo fece di me un comunista atipico, meno interessato al proletariato a cui si<br>rivolgeva il PCI e pi\u00f9 vicino al popolo che non aveva ancora maturato in s\u00e9 una coscienza di classe.<br>Produssi il romanzo Ragazzi di vita a seguito dell\u2019esplorazione delle borgate romane e lavorai alla<br>sceneggiatura di diversi film che mi auguro siano tuttora conosciuti, anche se non ne sono co\u00ec<br>sicuro. Parlo ovviamente delle Notti di Cabiria e La dolce vita.<br>A seguito del boom economico degli anni \u201960 iniziai a sentirmi sempre pi\u00f9 estraneo alla nuova<br>societ\u00e0 che si affermava, fagocitata dal consumismo e dall\u2019omologazione di massa e cercai altrove<br>una nuova dimensione. Viaggiai in India con i miei amici Alberto Moravia ed Elsa Morante e poi in<br>Africa, ma non trovai ci\u00f2 che speravo di trovare: un mondo che non avesse ancora commesso gli<br>errori dell\u2019occidente.<br>Negli anni \u201970 mi dedicai maggiormente alla \u201cmutazione antropologica dell\u2019uomo\u201d che aveva<br>raggiunto, o almeno pensavo, l\u2019apice della degenerazione dovuta alla societ\u00e0 dei consumi che ha<br>portato le persone alla totale perdita dei valori etici, intellettuali e individuali. Nel 1975 venne<br>assassinato il mio corpo, ma non ho mai capito da chi o perch\u00e9.<br><strong>Professor Pasolini, lei ha fatto riferimento ad una forte vocazione pedagogica. Potrebbe spiegare pi\u00f9<br>nel dettaglio tale vocazione?<\/strong><br>Nel 1975, qualche mese dopo quella che voi convenzionalmente chiamate morte, venne pubblicata<br>una raccolta di articoli che io scrissi per il Corriere della Sera, con il nome di Scritti Corsari. In ogni<br>articolo ho sempre criticato e contestato la societ\u00e0 a me contemporanea, resa schiava dal<br>consumismo che si espandeva e cominciava a manifestarsi anche nei rapporti interpersonali. Mi<br>illusi, coscientemente, che scrivendo nel giornale borghese per eccellenza avrei potuto in qualche<br>modo far cambiare opinione al popolo e di conseguenza modificare la realt\u00e0. Diciamo che ho<br>sempre fatto l\u2019insegnante nella vita, prima su una cattedra di legno davanti a dei giovani,<br>successivamente su un giornale davanti a milioni di italiani.<br><strong>In che senso il consumismo ha iniziato a manifestarsi anche nei rapporti interpersonali?<\/strong><br>Nel \u201974, se non erro, venne indetto un referendum per abrogare la legge istitutiva del divorzio. Io<br>previdi la vittoria dei \u201cno\u201d, quindi dei divorzisti. Questa legge non \u00e8 espressione di una societ\u00e0 laica,<br>progredita e aperta dinanzi al cambiamento, bens\u00ec \u00e8 specchio di una societ\u00e0 che a causa del<br>consumismo ha maturato in s\u00e9 una mentalit\u00e0 individualistica ed edonistica, che rende ogni<br>individuo incapace di essere qualcosa di pi\u00f9 di un consumatore. Allo stesso modo, in quegli anni,<br>criticavo aspramente l\u2019aborto per una ragione molto simile a quella per cui contestavo il divorzio,<br>tuttavia ritenendo l\u2019aborto ben pi\u00f9 grave. La mutazione antropologica dell\u2019uomo e la nuova libert\u00e0<br>sessuale, vissuta anch\u2019essa in chiave consumistica, ha trasformato i rapporti interpersonali in<br>rapporti \u201cusa e getta\u201d e, nel caso incomba una gravidanza, legalizziamo l\u2019omicidio, per continuare a<br>tutelare i nostri spasmodici consumi, a cui non riusciamo a rinunciare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/INTERVISTA-A-PASOLINI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/INTERVISTA-A-PASOLINI-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2736\" srcset=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/INTERVISTA-A-PASOLINI-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/INTERVISTA-A-PASOLINI-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/INTERVISTA-A-PASOLINI-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/INTERVISTA-A-PASOLINI-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/INTERVISTA-A-PASOLINI.jpg 1599w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 100 anni dalla nascita di Pasolini siamo lieti di incontrarlo in un&#8217;intervista immaginaria davvero rievocativa&#8230; Nella rigida e soleggiata<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1750,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[667,105,300,675],"class_list":["post-1749","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste-impossibili","tag-interessante","tag-intervista-2","tag-lettura","tag-pasolini"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/download-3.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1749","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1749"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1749\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2737,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1749\/revisions\/2737"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1750"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}