{"id":1671,"date":"2022-02-14T16:24:58","date_gmt":"2022-02-14T16:24:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=1671"},"modified":"2025-03-26T18:17:59","modified_gmt":"2025-03-26T18:17:59","slug":"discriminazione-linguistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/interviste-impossibili\/discriminazione-linguistica\/","title":{"rendered":"Discriminazione linguistica"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong>La discriminazione linguistica, anche chiamata <em>glottofobia<\/em>, \u00e8 il fenomeno di discriminazione che una persona o un gruppo sociale pu\u00f2 subire a causa della lingua con cui si esprime, per delle peculiarit\u00e0 linguistiche, per accenti regionali diversi, stranieri o tipici della lingua madre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 glottofobia anche il senso di superiorit\u00e0 della lingua nazionale nei confronti dei dialetti locali e nei confronti delle lingue straniere parlate dalle comunit\u00e0 presenti sul territorio nazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La discriminazione linguistica ha origini antiche, sono un esempio le \u201clingue antiche\u201d, oggi nominate <em>lingue morte<\/em>, come il latino e il greco classico: certo il glottofobico dimentica che da queste sono nate l\u2019italiano, il francese, lo spagnolo,&nbsp; l\u2019inglese e le altre lungue neolatine alla cui base ancora oggi resta il latino; il glottofobico dimentica che il verbo latino <strong><em>colo<\/em><\/strong> \u00e8 alla base della parola \u00abcultura\u00bb, che \u00e8 un verbo che ci racconta il passaggio dell\u2019uomo dalla condizione nomade a quella sedentaria. Il verbo, infatti, significa \u00abcoltivare\u00bb, \u00ababitare\u00bb, \u00abvenerare\u00bb e rappresenta l\u2019evoluzione dell\u2019umanit\u00e0 da popolo da nomade a sedentario, un popolo che ha imparato a coltivare la terra, a abitarla e a venerare le divinit\u00e0 del luogo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Senza fare un excursus cronologico troppo lungo,&nbsp; testimonianze di discriminazioni linguistiche sono presenti nei paesi ex protettorati e&nbsp; decolonizzati a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In questi paesi la lingua ufficiale \u00e8 il francese, lo spagnolo o l\u2019inglese, che viene parlato con un\u2019accento diverso rispetto alla lingua parlata nei paesi colonizzatori (o ex madrepatria): ad esempio, l\u2019inglese parlato in Nigeria, India e Ghana \u00e8 diverso dall\u2019inglese parlato in Gran Bretagna poich\u00e9 negli anni si \u00e8 realizzata una fusione tra la lingua madre locale e la lingua ufficiale, che ha fatto perdere la purezza della prima e della seconda lingua creando una lingua maccheronica e nuova. In generale le persone che non parlano l\u2019inglese standard britannico vengono discriminate sia nel loro paese d\u2019origine sia nel paese della lingua ufficiale (Inghilterra): sono considerate ignoranti, accusate di non essere in grado di parlare una lingua a loro insegnata e di aver creato una variante linguistica diversa della lingua standard. Questo, ad esempio, accade in Nigeria, dove in alcuni stati l\u2019inglese \u00e8 stato semplificato e reso spendibile: \u00e8 il caso del <em>\u2018West African Pidgin English\u2019<\/em>, un idioma derivante dalla mescolanza di lingue di popolazioni differenti residenti nello stesso luogo, ma venute a contatto a seguito di migrazioni, colonizzazioni, relazioni commerciali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se poco evidenti, le discriminazioni linguistiche sono presenti nelle serie tv: nel momento in cui avvengono i doppiaggi delle persone di altre etnie, per enfatizzare uno steriotipo culturale e linguistico, si decide di far doppiare un personaggio nero in modo aggressivo o con un tono comico tramite l\u2019utilizzo ripetitivo dei termini&nbsp; <em>fratello <\/em>o<em> sorella; <\/em>se il personaggio \u00e8 cinese si accentua la difficolt\u00e0 linguistica della pronuncia della <em>r<\/em> sostituita dalla <em>l<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come risposta a questo fenomeno negli Stati Uniti, in molte serie tv e serie animate per adulti, ad esempio i Simpson e i Griffin, le persone di altre etnie non sono pi\u00f9 doppiate da persone bianche, ma da persone che rappresentano quell\u2019etnia, cos\u00ec da limitare le discriminazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per restare a casa nostra, le discriminazioni linguistiche compaiono anche nelle serie italiane e interessano alcuni dialetti, soprattutto meridionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In \u201cMare fuori&#8221; si parla il napoletano, e in \u201cStrappare lungo i bordi\u201d si parla il romano. Quest\u2019ultima serie, del 2021, \u00e8 stata criticata e accusata di essere \u201ctroppo romana\u201d nella parlata dei suoi personaggi e cos\u00ec la critica l\u2019ha accusata di essere incomprensibile ad un pubblico regionale diverso dal Lazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, la discriminazione linguistica avviene anche verso le persone con disfunzioni linguistiche, come per esempio la balbuzia, un disturbo del linguaggio caratterizzato dalla fluenza interrotta e da involontarie ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi, con frequenti pause o blocchi in cui la persona che balbetta non \u00e8 in grado di esprimere in modo continuo, un pensiero o un concetto, nonostante lo abbia gi\u00e0 formulato mentalmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le persone affette da balbuzia sono discriminate a causa degli stereotipi e dei pregiudizi a loro attribuiti, \u201cdisegnandoli\u201d come persone nervose, timide, silenziose, impacciate, chiuse, tese, ansiose, paurose, evasive e introverse. Studi, invece, dimostrano che questo giudizio \u00e8 dovuto alla tendenza della gente a considerare la balbuzia come una \u201ccorsa\u201d da nervosismo, paura, incertezza, o travaglio interiore, ma in realt\u00e0 la balbuzia non \u00e8 causata da nervosismo, turbe emotive o incapacit\u00e0 cognitive e pu\u00f2 essere controllata con esercizi logopedici.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze delle discriminazioni linguistiche sono direttamente proporzionali a ci\u00f2 che viene sub\u00ecto, perci\u00f2 la tendenza delle vittime \u00e8 quella di isolarsi sempre e sempre di pi\u00f9 con l\u2019intenzione di proteggersi da continui giudizi negativi, sentirsi sbagliati, vergognarsi del proprio dialetto, lingua o modo di parlare. Nel peggiore dei casi le vittime tendono a smettere, quasi completamente, di parlare oppure tendono a modificare il loro modo di parlare, usando un linguaggio pi\u00f9 \u201celegante\u201d, ipercorretto, ma comunque diverso dalla lingua naturale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/cosa-pensi-del-Britannico-di-Ceracchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/cosa-pensi-del-Britannico-di-Ceracchi-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2626\" srcset=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/cosa-pensi-del-Britannico-di-Ceracchi-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/cosa-pensi-del-Britannico-di-Ceracchi-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/cosa-pensi-del-Britannico-di-Ceracchi-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/cosa-pensi-del-Britannico-di-Ceracchi-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/cosa-pensi-del-Britannico-di-Ceracchi.jpg 1599w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;La discriminazione linguistica, anche chiamata glottofobia, \u00e8 il fenomeno di discriminazione che una persona o un gruppo sociale pu\u00f2 subire<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1674,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[609,612,610,611,614,615],"class_list":["post-1671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste-impossibili","tag-discriminazione","tag-espressionecorretta","tag-informazione","tag-linguaggio","tag-pesodelleparole","tag-uguaglianza"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Inclusive-Language_Hero.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1671"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2627,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1671\/revisions\/2627"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}