{"id":1080,"date":"2021-04-12T19:48:41","date_gmt":"2021-04-12T19:48:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=1080"},"modified":"2021-12-15T18:26:38","modified_gmt":"2021-12-15T18:26:38","slug":"intervista-a-dacia-maraini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/la-nostra-scuola\/intervista-a-dacia-maraini\/","title":{"rendered":"Intervista a Dacia Maraini"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>CORPO FELICE<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong><em>Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dacia Maraini, autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie, narrazioni autobiografiche e saggi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-style-default\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/5xBuSiamdsvXtbJXLZSzONeP99ppu1eJe32BDGCIXchci7yifamMn27oItOl74HOcHARs475osA9m7KJTsl4DFb4IXAflFZ-3ZF-NsleNH4UfSkoNTzTCc-2ej1_7WOJ2pZVU6004-hBC2s4lA\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nonostante le tante difficolt\u00e0 e limitazioni dell&#8217;ultimo periodo, i mezzi di comunicazione hanno ugualmente consentito che si realizzasse uno dei progetti pi\u00f9 significativi portati avanti dal nostro istituto: l&#8217;incontro con l&#8217;autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno marted\u00ec 16 marzo si \u00e8 tenuta la conferenza in modalit\u00e0 online con la scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice, Dacia Maraini.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;incontro ha permesso ai ragazzi delle classi coinvolte di intervistare la scrittrice, prendendo come spunto di riflessione la lettura del suo libro <em>Corpo felice<\/em>, alla quale si sono dedicati nelle settimane precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;opportunit\u00e0 unica ha dato modo agli studenti di porre domande a una figura di spicco nel panorama letterario italiano e di ascoltarne le riflessioni su temi sempre attuali, in merito alla figura della donna, alla societ\u00e0 contemporanea e alla violenza e discriminazione di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito riportiamo alcuni passaggi significativi del l&#8217;intervista realizzata dai ragazzi durante l&#8217;incontro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized is-style-default\"><a href=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/IMG-20210316-WA0000.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/IMG-20210316-WA0000.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1106\" width=\"277\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/IMG-20210316-WA0000.jpg 595w, https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/IMG-20210316-WA0000-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Perduto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando racconta l\u2019adolescenza di Perduto ci propone la descrizione di una societ\u00e0 di giovani senza valori. Alcuni fatti di cronaca nera le danno purtroppo ragione. Pensa che ci sia la possibilit\u00e0 di salvezza da parte dei giovani? La cultura potrebbe essere uno strumento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me, vi \u00e8 una possibilit\u00e0 di salvezza da parte dei giovani: una passione. Coloro che hanno una passione possono salvarsi, ad esempio, con lo sport, la ginnastica, la musica, i viaggi, la lettura.&nbsp; In questo modo riescono a non cedere alla tentazione di ricorrere ad atteggiamenti di violenza, brutalit\u00e0 e di superiorit\u00e0 nei confronti degli altri. Sicuramente saprete di quei ragazzi che si sono dati appuntamento su un social per andare in una piazza del proprio paese per fare a pugni senza una ragione, il che rappresenta una forma di indipendenza e autonomia \u201cstupida\u201d, se posso permettermi. Questi atteggiamenti, tuttavia, si possono anche capire, perch\u00e9 ci sono dei momenti della vita in cui i ragazzi sentono di voler provare se stessi. Poi, arriva un certo punto che i ragazzi diventano consapevoli che questa \u00e8 la strada sbagliata e cercano di riaffermare la propria personalit\u00e0 in modo costruttivo. Dunque, io esorto i ragazzi a tenersi stretti le proprie passioni, poich\u00e9 aiutano a non essere in balia degli approfittatori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Educazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritiene che sia sufficiente il modello educativo dei genitori per prevenire l\u2019emergere di una mentalit\u00e0 maschilista nel figlio? Che ne pensa dei racconti e delle favole tradizionali che spesso trasmettono valori e messaggi ancora troppo legati a questo tipo di mentalit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono dei genitori che magari non hanno vissuto bene la loro infanzia, che non hanno un bel rapporto con i figli, non capiscono che devono dare il buon esempio e inoltre si sentono troppo pi\u00f9 giovani di quello che gi\u00e0 sono. I genitori, per quanto mi riguarda, non devono costringere i propri figli a fare determinate cose, poich\u00e9 \u00e8 inutile, ma devono dare il buon esempio. Obbligare \u00e8 poco educativo, perch\u00e9 i giovani sono molto pi\u00f9 intelligenti di quello che si pensa. Il ragazzo si ferma e riflette su come si comporta il genitore e, se per esempio questo \u00e8 abituato a mentire in pubblico e con gli altri, il ragazzo apprende ci\u00f2 che fa il padre o la madre. Se ad esempio il genitore legge, sicuramente il figlio legger\u00e0; se il genitore assume un atteggiamento civile e rispettoso nei confronti della societ\u00e0, anche il figlio avr\u00e0 lo stesso atteggiamento, magari dopo un periodo in cui il ragazzo attraversa una fase adolescenziale critica. Alla fine vince sempre il buon esempio dei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono delle favole che sono piene di messaggi misogini, ma per questo non bisogna buttarle via, perch\u00e9 le favole importanti hanno altro all\u2019interno. Di solito, le grandi favole hanno dei messaggi molto complessi e importanti, prendiamo un esempio: Pinocchio. Collodi, attraverso il suo personaggio, sottende alla trasformazione fisica del burattino una serie di messaggi sul rapporto con il genitore, con il gioco e con la povert\u00e0. Nelle grandi e vere favole c\u2019\u00e8 proprio il nostro inconscio. Aggiungerei anche che gli antichi pensavano che le favole dovessero insegnare che esiste il male, perch\u00e9 sin da bambini ci si doveva abituare ad esso. Per questo, le favole antiche presentano al loro interno personaggi come mostri, draghi, assassini, trabocchetti, streghe,&nbsp; maghi, perch\u00e9 appunto si pensava che attraverso la favole il bambino acquistasse consapevolezza del male. Invece, oggi nella societ\u00e0 del consumo le favole della Walt Disney rendono tutto molto dolce, levigato, sentimentale, un po\u2019 manierato e manca il concetto vero del male che \u00e8 la vita stessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Istruzione e linguaggio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parla dell\u2019istruzione femminile, che spesso viene negata, proprio perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile controllare le menti meno istruite che non conoscono pienamente i loro diritti. Cosa pensa dei rapimenti delle studentesse in Nigeria, che continuano ad avvenire da anni e che come conseguenze hanno l\u2019abbandono scolastico, soprattutto tra le ragazze?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Io penso che purtroppo \u00e8 cos\u00ec: tutta la storia, anche occidentale, \u00e8 stata caratterizzata dall\u2019 esclusione delle donne dall\u2019apprendimento, cosa che ha portato a complessi mentali, a incertezze e a paure. Le donne sono state catapultate nell\u2019ignoranza per secoli e addirittura millenni; non avevano accesso all\u2019istruzione, tranne qualche caso in cui i padri lo hanno consentito, ad esempio Artemisia Gentileschi, Emily Dickinsoni.<\/p>\n\n\n\n<p>In quanto alla Nigeria, le studentesse nigeriane sono sottoposte all\u2019ignoranza per fanatismo religioso che \u00e8, per quanto mi riguarda, solo una scusa, perch\u00e9 le religioni nascono nell\u2019amore e non nell\u2019odio. Nessuna religione parte dall\u2019idea che, celandosi dietro all\u2019idea di Dio, bisogna uccidere colui che la pensa in modo diverso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019affermazione dell\u2019uguaglianza di genere sar\u00e0 mai possibile se persistono un linguaggio e una cultura ancora discriminanti? Mi viene in mente un articolo circolato sui social che riporta espressioni di uso comune relative alla definizione di uomo e donna, presente anche nel vocabolario online Treccani; penso anche al fatto che i neogenitori acquistino per i loro neonati abitini blu o rosa, giocattoli da maschio o da femmina\u2026 Mi ritorna quindi in mente l\u2019immagine della monaca di Monza bambina\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 possibile l\u2019uguaglianza di genere, poich\u00e9 vediamo al giorno d\u2019oggi che le situazioni sono migliorate. Io ricordo quando mia madre mi raccontava che, quando lei era ragazza negli anni \u201830 e si trovava in un collegio di suore, la costringevano a farsi il bagno con la camicia. Poi \u00e8 diventata grande, ha cominciato a dipingere e andava nell\u2019Accademia di Belle Arti. Quando c\u2019era il dipinto del nudo femminile, le ragazze erano costrette a uscire dalla sala, poich\u00e9 il nudo femminile era solo per i maschi. Questo per dire che le cose sono molto cambiate rispetto al passato, in cui le ragazze non potevano n\u00e9 uscire n\u00e9 viaggiare da sole\u2026 Mia nonna, che era una bellissima donna, non la facevano andare sul palcoscenico a cantare, perch\u00e9 la donna sul palcoscenico rappresentava la prostituta. Dunque, la prova \u00e8 che si pu\u00f2 migliorare, si pu\u00f2 cambiare, per\u00f2 naturalmente le cose avvengono piano piano facendo passi avanti e passi indietro. Inoltre, voglio ricordare che a poche centinaia di chilometri ci sono situazioni molto repressive per le donne. Ogni anno 3 milioni di bambine vengono operate per togliere loro la clitoride, abitudine arcaica&nbsp; ripresa dal mondo musulmano.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente sono andata a comprare un giocattolo per la mia nipotina in un grande negozio nel centro di Roma e ho notato che da una parte c\u2019era il reparto femminile con bambole, cucinette, tovaglioli,.. e dall\u2019altra c\u2019era&nbsp; il reparto maschile con trenini, camions, palloni, fucili, eccetera.&nbsp; Questo vuol dire che gi\u00e0 da bambini si creano le separazioni dei ruoli facendo pensare alla donna di essere una bambola invece che una persona.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono consapevole?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 viene facilmente messa in dubbio la veridicit\u00e0 del racconto di denuncia di una donna? Pensa che possa essere dovuto ai pregiudizi maschilisti cui spesso siamo sottoposti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso la violenza sessuale viene vista come una cosa piacevole e questo tipo di pensiero risale al tempo dei latini, i quali dicevano \u2018\u2019Vis grata puellae\u2019\u2019, ossia&nbsp; \u00abLa forza piace alla ragazza&nbsp;\u00bb, cosa assolutamente falsa, ma su cui si \u00e8 basata tutta la casistica giudiziaria dei secoli successivi. Si parte dal presupposto che, mentre una rapina \u00e8 una cosa sgradevole che si nega e non si pu\u00f2 esser d\u2019accordo con un rapinatore,&nbsp; lo stupro invece \u00e8 una cosa che piace. Un&#8217;idea che si sono fatti certi maschi stupratori, perch\u00e9 a nessuna donna piace essere stuprata. Siccome quando si stupra, di solito non ci sono testimoni, in un processo lui subito dir\u00e0 che lei era consenziente, mentre lei dovr\u00e0 dimostrare che non lo era, \u00e8 la parola di uno contro l\u2019altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel capitolo 21 descrive la condizione della morale autogiudicante della donna: \u201cSono colpevole e devo espiare\u201d. Questa scrittura \u00e8 stata terapeutica per espiare un senso di colpa che non esiste? Potrebbe consigliarci di tenere un diario, e quindi preservare l\u2019intimit\u00e0, piuttosto che condividere i nostri stati d\u2019animo attraverso frasi postate sui social?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per millenni \u00e8 stato detto alle donne che sono colpevoli, la Chiesa addirittura stabilisce che \u00e8 stata una donna, Eva, la responsabile della cacciata dal Paradiso, avendo disubbidito a Dio che le aveva detto di non mangiare la mela della conoscenza e lei l\u2019aveva fatto. Se te lo dicono per millenni che sei colpevole, che devi essere controllata, che sei incapace, ad un certo punto molte donne interiorizzano questo senso di colpa per cui si sentono sempre colpevoli. A dir la verit\u00e0, molte volte succede anche a me, che mi considero una donna emancipata, per\u00f2 se uno mi dice \u2018\u2019Che cosa hai fatto?\u2019\u2019 io subito mi chiedo \u2018\u2019oh Dio, che avr\u00f2 fatto?\u2019\u2019 Ci\u00f2 accade perch\u00e9 ho talmente introiettato storicamente il senso di colpa, che l\u00ec per l\u00ec, sono sempre portata a pensare di avere delle colpe e questo viene dalla storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, per quanto riguarda il fatto di tenere un diario piuttosto che condividere gli stati d\u2019animo attraverso i social, sono perfettamente d\u2019accordo. Vi dir\u00f2 una cosa: io sono andata spesso nelle scuole pensando che il diario fosse una cosa da nonne, una cosa ormai vecchia, che non si usava pi\u00f9, invece ho scoperto che molte ragazze, come anche qualche ragazzo, tengono dei diari. Vi dir\u00f2 di pi\u00f9, in una scuola di Napoli ho conosciuto una bambina di 7 anni che mi ha detto \u2018\u2019Io tengo un diario\u2019\u2019, ed io le ho risposto che mi faceva piacere, perch\u00e9 il diario \u00e8 importante, ferma la realt\u00e0 che fugge e poi ce lo possiamo rileggere, vedere cosa abbiamo pensato in un certo momento. Poi quando ho chiesto alla bambina \u2018\u2019Ma tu perch\u00e9 tieni un diario?\u2019\u2019 lei mi ha risposto in una maniera bellissima \u2018\u2019per parlare con me stessa\u2019\u2019, perch\u00e9 noi dobbiamo parlare con noi stessi, soprattutto per chiarirci le idee. Per cui sono molto favorevole a tenere un diario. Non credo sia una cosa troppo vecchia, \u00e8 un pensiero, \u00e8 scrittura, che non sono scomparsi, ma sono la nostra realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Consenso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questi mesi abbiamo spesso sentito parlare di cultura del consenso, non ancora legittimata in tutti i Paesi. Cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il consenso pu\u00f2 toccare diversi ambiti, pu\u00f2 essere politico, sociale, culturale, per\u00f2 per quanto riguarda la sfera sessuale il consenso \u00e8 fondamentale. Vuol dire riconoscere nell\u2019altro una persona completa, non solo un corpo. Il rispetto, parola che va attaccata a consenso, significa riconoscere che una persona \u00e8 complessa, \u00e8 fatta di pensiero, di parola, di carattere, di destino, di storia, di tante cose, non esiste una persona che \u00e8 solo corpo. Purtroppo, la nostra societ\u00e0 di oggi \u00e8 una societ\u00e0 del consumo, tende a far capire alle persone che anche loro sono oggetti di consumo. Quando un ragazzo o un gruppo di ragazzi stuprano una loro compagna sanno questo, considerano quella persona un oggetto di piacere o semplicemente da buttare via, come si fa con un oggetto qualsiasi e questa \u00e8 una forma di violenza terribile. Persino il gesto di quel ragazzo, che ha fatto spogliare la sua fidanzata e poi ha postato la sua foto sui social facendola girare tra tutti i suoi amici, rappresenta un&#8217;altra forma di violenza orribile. \u00c8 orribile, perch\u00e9 cancella la persona. Non ha pi\u00f9 a che vedere con una persona, ma piuttosto con una scatola, un paio di scarpe, un barattolo, un libro, una cosa che si butta via. Considerare una persona come un oggetto \u00e8 il massimo della violenza, quasi peggio di ucciderla. Almeno quando uno uccide una persona lo fa solo fisicamente, mentre quando la tratti come un oggetto la uccidi totalmente, psicologicamente e intellettualmente. La persona non esiste pi\u00f9, e questa \u00e8 una forma di uccisione, di delitto, di crimine ed ecco perch\u00e9 il consenso \u00e8 importante. Il consenso \u00e8 rispetto dell&#8217;altro, se l\u2019altro ti dice no, basta chiudi, vuol dire che la persona nella sua complessit\u00e0 ha diritto di decidere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel dodicesimo capitolo parla della violenza sulle donne e quella sui bambini. Non pensa che porre queste due tipologie di violenza sullo stesso piano rinforzi lo stereotipo che la donna \u00e8 una creatura debole che deve essere costantemente salvata dall\u2019uomo, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 intelligente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>No, c\u2019\u00e8 un errore nel pensare che la donna sia pi\u00f9 debole e quindi debba essere protetta. Fisicamente \u00e8 pi\u00f9 debole, non \u00e8 che c\u2019\u00e8 niente di male, le donne sono dal punto di vista fisico pi\u00f9 deboli, ma questo non vuol dire niente, perch\u00e9 anche i bambini sono pi\u00f9 deboli e non per questo la violenza nei loro confronti \u00e8 giustificata. Anche la donna deve trattare con rispetto chi \u00e8 pi\u00f9 debole, questa \u00e8 la democrazia, questo vuol dire essere umani. Nel mondo animale vige la legge del pi\u00f9 forte, il pi\u00f9 grosso infatti mangia il pi\u00f9 debole, lo caccia via, perch\u00e9 sono animali. Se noi vogliamo considerarci superiori, perch\u00e9 siamo esseri umani, allora dobbiamo pensare di difendere ma anche rispettare i pi\u00f9 deboli. Fisicamente l\u2019uomo \u00e8 pi\u00f9 forte, ma spiritualmente e psicologicamente non lo \u00e8, anzi spesso qui si vede la differenza considerando che, nonostante le donne siano sempre state escluse dalla storia, hanno un maggiore interesse per la cultura e per l&#8217;apprendimento. Proprio perch\u00e9 lo sono state per troppo tempo, oggi le donne studiano, leggono e si impegnano di pi\u00f9, non perch\u00e9 sono migliori, ma perch\u00e9 sono state escluse, \u00e8 una lunga esclusione che devono superare. Penso che una donna debba agire secondo la sua intelligenza e la sua forza, perch\u00e9 di forza ne ha tanta, soprattutto in un&#8217;epoca in cui gli esseri umani non vivono pi\u00f9 secondo la legge del pi\u00f9 forte come avveniva nell\u2019epoca primitiva. Le donne sono riuscite con il tempo a trasformare la violenza in qualcosa di non violento, in cura, in attenzione verso gli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dis-uguaglianza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In un mondo che va ogni giorno pi\u00f9 veloce, nel quale si cerca sempre di pi\u00f9 uguaglianza, parit\u00e0 e giustizia, si arriver\u00e0 un giorno alla parit\u00e0 tra uomo e donna? Secondo lei siamo vicini? Oggigiorno le donne sono riuscite a far sentire la propria voce?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritiene che possano essere utili ed efficaci interventi economico-politici, come le quote rosa, per compensare la disuguaglianza tra uomo e donna, specie nell\u2019ambito lavorativo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo \u00e8 basato sulla velocit\u00e0 e sul consumo: questo secondo me \u00e8 un guaio, perch\u00e9 tende a rendere gli esseri umani consumabili, compresi i loro sentimenti, le loro passioni, il sesso e l&#8217;amore, cose che non si dovrebbero assolutamente consumare.<br>Io quindi farei una distinzione: un giorno arriver\u00e0 la parit\u00e0 tra uomo e donna, per\u00f2 in questo momento ancora siamo lontani. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che nei Paesi democratici i diritti delle donne siano molto pi\u00f9 rispettati. Noi sulla carta, essendo un Paese democratico, abbiamo gli stessi diritti degli uomini; nella prassi, per\u00f2, non \u00e8 cos\u00ec: man mano che si sale, i posti decisionali sono per l\u201980% ricoperti da uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conquiste femminili sono state tante: le donne votano e hanno diritto di intraprendere tutte le professioni; anni fa di architette e ingegnere non ce n&#8217;erano. Tuttavia, le discriminazioni e i preconcetti sono ancora tanti: quando si dice segretaria, si sa che \u00e8 una donna; quando si dice invece caposezione, si pensa automaticamente che sia un uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto importante \u00e8 il rapporto dello Stato con la Chiesa: dove il primo edifica l\u2019altra, il Paese non pu\u00f2 dirsi totalmente democratico. La Chiesa, che io rispetto moltissimo, si dovrebbe occupare delle questioni spirituali e non della vita sociale dei cittadini. L\u00e0 dove essa si intromette nella vita privata, la condizione delle donne \u00e8 decisamente difficile e restrittiva, cosa che accade in quasi met\u00e0 del mondo, dove le donne non possono uscire, non posso ereditare, non possono viaggiare, non possono stipulare contratti, non possono studiare.<br>Provvisoriamente, quindi, direi che a me naturalmente non piace l\u2019idea delle quote rosa, per\u00f2 la reputo giusta come misura temporanea, a patto che \u2018quote rosa\u2019 voglia dire che donna e uomo siano scelti in base al proprio valore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo spesso viene favorito perch\u00e9, tanto per cominciare, non avr\u00e0 periodi di gravidanza, non far\u00e0 dei figli e non mancher\u00e0 un solo giorno al lavoro. Io so di tante donne giovani che sono state costrette a firmare una carta, sul punto di essere assunte, in cui dichiaravano di dimettersi in caso fossero rimaste incinte. Queste sono cose orribili, perch\u00e9 i figli si fanno per la societ\u00e0, e soprattutto si concepiscono in due.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Memoria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leggendo il libro (<\/strong><strong><em>\u201c&#8230;ma siamo figli della storia, nel bene e nel male&#8230;\u201d<\/em><\/strong><strong>) ci sono tornate alla mente alcune parole della senatrice Liliana Segre sul concetto di memoria. Quanto \u00e8 importante per lei la memoria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La memoria \u00e8 fondamentale, la memoria \u00e8 la nostra coscienza, senza memoria noi siamo dei sassi, dei vegetali. Le persone sagge, poi, devono confrontarsi con due tipi di memoria: una personale, che \u00e8 quella che forma il carattere, i rapporti coi genitori&#8230;; e poi c\u2019\u00e8 una memoria collettiva, quella, per esempio, dell&#8217;ultima guerra mondiale e della Shoah. La storia, anche se \u00e8 stata vissuta, non pu\u00f2 essere ignorata, perch\u00e9 \u00e8 parte integrante della nostra formazione, noi veniamo da l\u00ec.<br>Come diceva giustamente Liliana Segre, \u201c&#8230;<em>noi siamo memoria&#8230;\u201d<\/em> e dobbiamo vivere e confrontarci con la memoria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di leggere \u201cL\u2019amore rubato\u201d e ci ha colpito il forte linguaggio utilizzato. Come riesce a trovare l\u2019equilibrio perfetto e non sfociare nel cruento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si parla di violenza, si pu\u00f2 indulgere in tante cose che secondo me sono pericolose. Per esempio nello scandalismo, nel cercare di colpire la pancia delle persone e provocare delle emozioni nascoste. Di conseguenza, per me \u00e8 fondamentale, quando scrivo, mantenere una certa tenuta di sobriet\u00e0 e di pudore, cos\u00ec da avere sempre tanto rispetto: se si sta parlando di un abuso, ad esempio, per profondo rispetto della vittima non cado nel piacere di esibire il dolore, la paura e la violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E per il carnefice invece? Il rispetto \u00e8 una prerogativa fondamentale, naturalmente se abbinato alla condanna. Bisogna per\u00f2 ricordare che egli non \u00e8 nato reo, anzi, spesso \u00e8 stato vittima in primis; tante volte \u00e8 venuto fuori che uomini che diventano aggressivi, che picchiano la moglie e i figli, sono stati a loro volta picchiati da ragazzi. Essi non avevano un istinto violento innato, semplicemente hanno ricevuto l\u2019esempio sbagliato. Allora bisogna capire: queste persone possono essere migliorate?<br>Io penso che, come diceva il grande filosofo Beccaria: <em>\u201cNon bisogna pensare che le persone vanno punite e basta; esse vanno rieducate. La prigione dovrebbe essere un luogo di rieducazione, non una reclusione buttando la chiave.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io credo fermamente che uno dei momenti pi\u00f9 importanti della vita e della storia umana sia stato il passaggio dalla vendetta alla giustizia. In questo Ges\u00f9 Cristo, in quanto uomo, parlo proprio da laica, \u00e8 stato un grande rivoluzionario: egli per primo ha parlato dell&#8217;amore verso gli altri, quando dice <em>\u201cama te stesso, e ama gli altri come te stesso\u201d.<\/em> In altre parole, incita a eliminare l&#8217;odio e l&#8217;incomprensione. Beh, questo \u00e8 fondamentale, basti pensare che nella Bibbia, spesso, si parla ancora di vendetta.<br>Tutto il mondo antico era basato sulla vendetta: si prendeva un prigioniero e si faceva schiavo. Se una donna, per esempio, tradiva il marito, il marito la uccideva; questa \u00e8 vendetta. Oggi si dice: \u201cSe tu vuoi denunciare, denunci\u201d, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 una giustizia altra che giudica e che stabilisce cosa si deve fare e cosa non si deve fare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>GRAZIE, DACIA!!!<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Noemi Barbierato 5AL<\/p>\n\n\n\n<p>Michela Cece 5A<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia Bigolin 5A<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia Moscatelli 5AL<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CORPO FELICE Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va Dacia Maraini, autrice di romanzi, racconti, opere<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1081,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1080","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-nostra-scuola"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/0FXFW5DS-kPsE-U3190140140770mXG-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1080","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1080"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1080\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1107,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1080\/revisions\/1107"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}