{"id":1039,"date":"2021-04-07T06:46:06","date_gmt":"2021-04-07T06:46:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/?p=1039"},"modified":"2021-12-15T18:08:03","modified_gmt":"2021-12-15T18:08:03","slug":"la-donna-in-guinea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/pensare-al-femminile\/la-donna-in-guinea\/","title":{"rendered":"La donna in Guinea"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Dibattito sulla questione della donna in Guinea<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 25 novembre \u00e8 una data molto importante in cui viene commemorata la <strong>Giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne<\/strong> e in onore di questa ricorrenza la nostra classe ha deciso di ragionare sulla problematica che colpisce tutt\u2019oggi il territorio della Guinea in quanto una delle nostre compagne, essendo originaria di quel posto, ha vissuto la questione in prima persona. Ognuna di noi ha deciso di porre una domanda relativa al tema dando cos\u00ec il via ad un vero e proprio dibattito che ci ha fornito una visione pi\u00f9 consapevole del mondo in cui viviamo e mettere a confronto la nostra realt\u00e0 con realt\u00e0 differenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>ILARIA&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Qual \u00e8 il trattamento di soppressione riservato alla donna a cui pi\u00f9 ti opponi?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/2Itc8CvLuKq4Pw7DgLyRotZy-Q8XTi9swQXSSqoYqM-0LWiysGotu1dLQ2mnrJ5fJrh_bV52p9xkPed1ckXsagAxX9gPTUYxnHdgcyBai3A3esCON65fjqitTFePmUpfTH_JnCU\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>MABY<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il trattamento a cui pi\u00f9 mi oppongo \u00e8 la mutilazione genitale, un intervento fatto per motivi tutt\u2019altro che medici, ma utilizzato per sminuire la donna. In questo caso sarebbe meglio utilizzare la parola \u201cbambina\u201d in quanto queste pratiche vengono eseguite su bambine a partire dai 9-10 anni, spesso in luoghi poco igienici da circoncisori tradizionali muniti solo di una lametta e di ago e filo. La mutilazione, oltre ad essere un atto orrendo in s\u00e9, inutile e che espone la bambina a infezioni che potrebbero degenerare, rappresenta una vera e propria mutilazione dell\u2019orgoglio. Queste giovani ragazze infatti, sono sottoposte a tale procedura per dimostrargli che gli uomini adulti della comunit\u00e0 possiedono il controllo totale, sia del loro comportamento nella comunit\u00e0 sia del loro corpo. Infatti, nonostante sia parte della cultura di alcuni Paesi, questo intervento serve solo a far spaventare le giovani ragazze e a \u201ctenerle in pugno\u201d, tenendole lontane da qualsiasi pensiero di ribellione nel periodo cruciale dell\u2019adolescenza. Questi anni infatti sono dedicati all\u2019apprendimento di tutti i compiti che una \u201cbrava donna di casa\u201d deve saper svolgere alla perfezione e non pu\u00f2 permettersi di pensare diversamente dagli altri poich\u00e9 andrebbe a minare l\u2019autorit\u00e0 del capo. Per questo motivo, la ragazzina \u00e8 privata della parte del corpo che la rende tale e che la distingue dall\u2019altro sesso, negandole il controllo sulle proprie zone intime come se non fossero una sua propriet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente le ultime generazioni si stanno opponendo sempre di pi\u00f9 a torture del genere, cercando in tutti i modi di diffondere messaggi di libert\u00e0 e rendendo consapevole il maggior numero di persone possibile grazie a documentari e articoli nella speranza che un giorno nessuno dovr\u00e0 pi\u00f9 sottoporsi a mutilazioni di alcun tipo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GIULIA F.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Due persone di religione diversa possono sposarsi nel tuo Paese?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MABI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019Islam, due persone (una islamica e una di un\u2019altra religione) possono sposarsi, l\u2019importante \u00e8 che il matrimonio avvenga in moschea: dunque non ci sono barriere religiose che vincolano due persone che si amano a sposarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOEMI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Considerato il fatto che l\u2019uomo pu\u00f2 avere nella religione islamica pi\u00f9 mogli, qual \u00e8 l\u2019idea e l\u2019atteggiamento di tua madre a tal proposito? Esiste lo stesso un concetto di tradimento?\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MABY<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da molti anni questa tradizione e usanza \u00e8 parte della normalit\u00e0, infatti mia madre \u00e8 nata e cresciuta con questa tipologia di unione matrimoniale e con genitori che avevano lo stesso pensiero religioso. Infatti, anche mio nonno aveva pi\u00f9 mogli cos\u00ec da rendere \u201cnormale\u201d la stessa opinione in famiglia. A tal proposito, mia madre \u00e8 cresciuta con il pensiero che avere pi\u00f9 mogli, per esattezza massimo quattro mogli per marito, sia del tutto normale. Per questo, la decisione di suo marito di avere tre mogli in contemporanea \u00e8 stata una decisione normale, scontata, poich\u00e9 \u00e8 una concezione tradizionale della sua religione. Inoltre, \u00e8 consapevole del fatto che il marito abita in un altro paese e ci\u00f2 gli impedisce di tornare a casa in Italia per far visita alla sua terza moglie e ai suoi figli. Proprio per questo, sfortunatamente mia madre e noi figlie non incontrano nostro marito\/padre da quando ci siamo trasferite in Italia, poich\u00e9 mio padre \u00e8 rimasto in Guinea con le altre mogli. Io non potrei mai sopportare l\u2019idea che mio marito abbia altre mogli oltre a me!!! Nonostante il fatto che l\u2019uomo possa avere pi\u00f9 di una moglie, le mogli possono lo stesso sentirsi \u201ctradite\u201d dal marito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ELEONORA E VALERIA P.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ne pensi dei matrimoni forzati? Se un giorno i tuoi genitori decideranno al posto tuo con chi sposarti, lo accetteresti?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MABI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non potrei mai accettarlo, come non accetterei mai che mio marito possa avere pi\u00f9 mogli. Questo tipo di matrimoni per\u00f2 esiste veramente in Guinea, specialmente per quanto riguarda le bambine. Esse sono costrette a sposarsi in genere tra i quattordici ed i quindici anni (a volte anche alla tenera et\u00e0 di otto anni) con uomini molto pi\u00f9 grandi di loro, ma bisogna considerare comunque che esiste la possibilit\u00e0 di divorzio. Questi matrimoni sono spesso fatti per motivi economici, quindi i genitori sfruttano le loro figlie per guadagnare, decidendo volontariamente di rovinare la loro infanzia o giovinezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ludovica<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Partendo dal profondo significato sociale che l\u2019acconciatura aveva tra le popolazioni dell\u2019Africa, volevo chiederti se ad oggi la capigliatura sia ancora una denigrazione con il fine di annientare la dignit\u00e0 dei neri o se ormai, grazie al progresso, sia pi\u00f9 un momento di dialogo tra le donne.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Mabi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong>Ad oggi l\u2019azione stessa dell\u2019acconciare i capelli rappresenta per le donne africane un momento di condivisione, si parla di tutto e ci si confida; perci\u00f2 rappresenta un momento nettamente pi\u00f9 positivo rispetto a molti anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel momento della schiavit\u00f9 dei neri in America le donne utilizzavano le acconciature dei loro capelli per comunicare, attraverso le trecce di diverse forme e i nodi, si formavano dei segni o simboli che usavano per parlare in codice con il fine di scappare dalla loro situazione di schiavit\u00f9.&nbsp; Inoltre attraverso le treccine si tracciavano le strade sui capi delle donne, per condurre le altre ad un\u2019uscita sicura.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-style-default\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/uOBu8zUjXzBZ25fF0ya6KNQKgWmoip7lsLTsnn4CZyUOlgLcQqNn3v1IosUEUlwVhZ5awtoL1Pw_3w4a7H6UId6BvDAk-O_m0SuBZSkxScjeH-OC02GMJLtaq7j0nP3TCOHh8kM\" alt=\"treccine africane\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>FRANCESCA E VALERIA S.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono mai stati casi in cui qualche donna qualora abbia subito violenza sia fisica che psicologica ha denunciato l\u2019accaduto e, se s\u00ec, ci sono in Guinea dei luoghi dove si pu\u00f2 chiedere aiuto come ad esempio avviene da noi grazie a case rifugio apposite?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MABY<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Le donne nel mio paese sono sempre state vittime di violenza sia coniugale sia familiari e di solito, per paura di essere mal viste dalla societ\u00e0, non denunciano mai quello che subiscono. Tuttavia, oggi solo una piccola parte decide di denunciare dato che sono nate delle associazioni per difendere i diritti delle donne, inoltre si pu\u00f2 decidere anche di riportare l\u2019accaduto alla polizia ma che non \u00e8 sempre una fonte di sicurezza poich\u00e9 vige la legge \u201cdel pi\u00f9 ricco o potente\u201d. Purtroppo in alcune parti del mondo non tutte le donne hanno ricevuto gli stessi diritti e pertanto, per garantire che ci\u00f2 avvenga, bisogna continuare a lottare per dare voce a chi non ce l\u2019ha e garantire la loro sicurezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GIULIA MAZZANTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 nonostante la Guinea sia uno dei paesi che ha acconsentito al Protocollo di Maputo nel 2003, ad oggi non \u00e8 ancora entrato in vigore?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MABI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come in tutti gli Stati i cambiamenti sono molto lenti e ci vogliono molti anni prima che entri in vigore un protocollo di tale importanza, soprattutto perch\u00e9 \u00e8 la cultura stessa che a volte prevale sulle leggi e non consente l\u2019entrata in vigore di un diritto che negli anni precedenti \u00e8 stato sempre negato. Nonostante questo per\u00f2 la Guinea non \u00e8 statica, anzi negli anni sta cercando di migliorare le proprie usanze e di opporsi alle ingiustizie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CLAUDIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le donne e le bambine hanno accesso all\u2019istruzione?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MABI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Guinea, purtroppo, ci sono ancora molte donne che non hanno avuto la fortuna di andare a scuola, per questo motivo il tasso di analfabetismo \u00e8 ancora molto elevato. Per i guineani, la donna non pu\u00f2 frequentare l\u2019ambiente scolastico perch\u00e9 ritengono che il suo ruolo sia quello di occuparsi della casa. Perci\u00f2 tanti padri si rifiutano di portare le bambine a scuola, in quanto non \u00e8 considerata cosa fondamentale per la crescita della persona; la donna istruendosi, infatti, potrebbe ribellarsi. L\u2019istruzione intimorisce perch\u00e9, tramite questa, si ha diritto di poter scegliere autonomamente il proprio futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>In un documentario, per esempio, \u00e8 stata chiesta la causa per la quale alcuni padri non mandassero le figlie a scuola: uno dei motivi pi\u00f9 frequenti \u00e8 perch\u00e9 si teme che possano rimanere in stato interessante; si evitano cos\u00ec incontri con altri uomini. Nonostante ci\u00f2, non tutte le donne del Paese sono private dell\u2019istruzione, molte di loro, oltre ad essere istruite, sono anche laureate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SARA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa domanda riguarda l\u2019aborto: innanzitutto \u00e8 legale? Se s\u00ec, com\u2019\u00e8 considerato dalla popolazione e, in particolare, dalle donne?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019aborto sia legale in alcuni casi, soprattutto dalla religione \u00e8 visto con sospetto. Infatti, l\u2019aborto \u00e8 criminalizzato dal codice penale, salvo che ci\u00f2 non sia necessario per salvare la vita della madre in caso di grave minaccia per lei, o in caso di stupro, incesto e grave malattia del nascituro. In questi casi, l\u2019aborto deve essere autorizzato da un collegio di medici specialisti, che deve registrare la sua decisione in un verbale che ne giustifichi i motivi. Se non si rientra in queste motivazioni la legge prevede che la donna che pratichi l\u2019aborto su se stessa o che dia il suo consenso affinch\u00e9 un altro lo pratichi, \u00e8 punita con la reclusione da uno a due anni ed eventualmente a una multa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GIULIA MOSCATELLI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 la situazione delle donne in Guinea riguardo l\u2019omosessualit\u00e0 rispetto alla realt\u00e0 italiana? Perch\u00e9 parlare di omosessualit\u00e0 crea ancora scalpore nel 2020?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MABI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 semplice, perch\u00e9 per certi paesi rimane ancora oggi un tab\u00f9, come in Guinea dove \u2018\u2019non se ne parla\u2019\u2019 e non si \u00e8 mai vista una coppia omosessuale. Le attivit\u00e0 sessuali tra persone dello stesso sesso sono illegali, per cui le persone appartenenti alla comunit\u00e0 LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) sono costrette ad affrontare leggi a loro avverse. Nel Codice Penale guineano vi sono infatti tre articoli inerenti al tema dei rapporti omosessuali. Essi sono il n\u00b0 325, il n\u00b0 326 ed il n\u00b0 327.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo 325<\/p>\n\n\n\n<p>Qualsiasi atto indecente o contro natura commesso con un individuo dello stesso sesso sar\u00e0 punito con una reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 100.000 a 1.000.000 di franchi guineani. Se l&#8217;atto viene commesso con un minore di 21 anni, deve essere inflitta la pena massima. Se l&#8217;atto viene consumato o cercato con violenza, il colpevole sar\u00e0 condannato da cinque a dieci anni di reclusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo 326<\/p>\n\n\n\n<p>Una pubblica indecenza \u00e8 definita come qualsiasi atto intenzionale compiuto pubblicamente e tale da offendere la decenza ed i sentimenti morali di coloro che ne sono involontari testimoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo 327<\/p>\n\n\n\n<p>Qualsiasi persona che ha compiuto una pubblica indecenza sar\u00e0 punita con una reclusione da tre mesi a due anni ed una multa da 50.000 a 450.000 franchi guineani o semplicemente con una di queste due. Quando un atto indecente viene commesso da un gruppo di individui, le pene descritte in tale articolo saranno raddoppiate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo non dovrebbe sorprenderci, considerando che anche nei paesi pi\u00f9 sviluppati come l\u2019Italia, molti diritti quali l\u2019adozione di bambini o il matrimonio egualitario, alle persone omosessuali vengano negati; che fino a 30 anni fa l\u2019omosessualit\u00e0 fosse considerata una malattia mentale, oppure che le persone LGBT siano ancora vittime di violenze e discriminazioni. \u2018\u2019Sono oltre 50 le persone che ogni giorno (oltre 20 mila all\u2019anno), contattano da tutta Italia il nostro servizio Gay Help Line 800 713 713 o la chat Speakly.org per raccontare le discriminazioni e le violenze che subiscono\u201d riporta Marrazzo, responsabile del Gay Help Line e portavoce del Gay Center. Nell\u2019ultimo anno, infatti, il dato sulle violenze e gli abusi \u00e8 pari al 25% e durante l\u2019emergenza Covid-19 \u00e8 anche cresciuto fino al 40% per gli adolescenti. Di questi casi meno di 1 adolescente su 60 pensa di denunciare. Perch\u00e9 ci\u00f2 accade ancora oggi? Questo avviene perch\u00e9 non ci sono ancora leggi che tutelino le persone in modo adeguato al contesto in cui vivono, convinti che l\u2019omofobia o che l\u2019odio verso la \u2018\u2019diversit\u00e0\u2019\u2019, termine gi\u00e0 di per s\u00e9 contraddittorio (poich\u00e9 escluderebbe il concetto di uguaglianza), non esista. Per questo motivo \u00e8 fondamentale sensibilizzare le persone riguardo un tema ancora poco affrontato e dei problemi legati ad esso, che si pensano ormai superati, quando in realt\u00e0, ancora oggi, continuano a persistere nella societ\u00e0. Questo processo di sensibilizzazione dovrebbe cominciare dalle famiglie, dove ci viene sempre raccontato fin da bambini che esistono un principe ed una principessa ma mai che possono esistere anche due principi o due principesse; dalle scuole, dove si studiano le vite di personaggi storici famosi come Alessandro Magno, Michelangelo o Frida Kahlo senza mai menzionare le loro relazioni omosessuali o dove, se si parla di educazione sessuale, \u00e8 solamente rilegata al sesso eterosessuale; e infine alla tv, dove solamente negli ultimi anni si \u00e8 potuto assistere ad un incremento di film a tematica omosessuale o alla divulgazione da parte di persone omosessuali della loro vita personale, anche a costo di suscitare scalpore. Per concludere, se negli anni passati non avessero scambiato la variet\u00e0 del genere umano per diversit\u00e0, nascondendo l\u2019evidenza, creando l\u2019utopia della societ\u00e0 perfetta, della famiglia tradizionale, adesso non sarebbe necessario enfatizzare determinati argomenti al fine di smuovere le coscienze umane e promuovere un\u2019educazione civica. Pertanto anche la situazione in Guinea sarebbe migliore, in quanto l\u2019omosessualit\u00e0 non verrebbe considerata come \u2018\u2019un atto indecente\u2019\u2019 e le persone non dovrebbero nascondersi per paura di essere perseguitate dalla legge, da ci\u00f2 che dovrebbe invece tutelarli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al giorno d\u2019oggi ci sono ancora molti pregiudizi su ci\u00f2 che riguarda il diverso, che non rientra nelle nostre conoscenze. Molte persone si fermano sui loro pensieri, senza documentarsi a fondo. Fortunatamente nella nostra classe c\u2019\u00e8 Mabinty che ci ha trasportato nel suo mondo raccontandoci qual \u00e8 la situazione della donna nel suo Paese d\u2019origine.&nbsp;Vogliamo ringraziare la nostra compagna per essere stata cos\u00ec disponibile nel rispondere alle nostre domande e per aver condiviso con noi una parte della sua cultura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dibattito sulla questione della donna in Guinea Il 25 novembre \u00e8 una data molto importante in cui viene commemorata la<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[337],"tags":[],"class_list":["post-1039","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pensare-al-femminile"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1039","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1039"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1039\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1040,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1039\/revisions\/1040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iisramadu.edu.it\/radioblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}