A te, nostro piccolo amico.

Con grande sgomento abbiamo appreso quanto accaduto domenica 23 gennaio a te, nostro
piccolo amico, alla tua famiglia.
Di voi non conosciamo il nome e il cognome, ma questo non importa.
Importa solo essere persone, essere tutti un’unica entità, ad essere colpito non sei stato solo
tu, non siete stati solo voi ma tutti noi ed è per questo che abbiamo sentito forte il bisogno di
indirizzare a voi queste parole.
Siamo consapevoli che ricordare quel bruttissimo episodio sia motivo di sofferenza per te,
piccolo amico, e per i tuoi genitori che certamente vorrebbero proteggerti da queste
“brutture” della vita; tuttavia vi riportiamo lì con la memoria, con l’intento di esprimere tutta la
nostra solidarietà, tutta la nostra vicinanza dal punto di vista umano. L’accaduto, infatti, ci ha
sconvolto e pensiamo sia importante che tanti ti facciano capire, vi facciano capire, che non
siete soli, che la maggior parte delle persone è con voi, vicino a voi, che vi incoraggia ad
andare avanti, affinché le parole e i gesti di odio siano lenite da infinite parole d’amore e
altrettanti gesti di giustizia e di solidarietà.
Si dice che la storia sia maestra di vita e sappiamo che questo è il senso del suo
insegnamento nelle scuole, ma fin troppe volte questa lezione della storia sfugge a
qualcuno, così come sfugge il rispetto verso gli altri, il senso di empatia verso i nostri simili;
ci auguriamo che tutti questi “odiatori” virtuali o reali possano capire in profondità l’errore
commesso, che mai e poi mai bisogna considerare diverso colui che è simile a noi, umiliarlo,
svilirlo, perché questo per noi non è umanamente accettabile e non può essere più tollerato.
Le parole con cui vogliamo congedarci sono tutte per te, piccolo amico, grande è la prova
che la vita ti ha messo davanti, troppo grande per la tua giovane età il fatto accaduto, siamo
certi però che, insieme ai tuoi meravigliosi genitori, saprai trovare la forza di superare questo
evento, forse non dimenticandolo ma facendo in modo che ti aiuti a diventare più forte,
perché, come ci ha insegnato Liliana Segre con le sue testimonianze, noi giovani siamo
“fortissimi”!
Che tu possa tornare a fidarti degli altri perché tanti sono coloro che ti amano, che ti
vogliono bene, e un po’ anche noi tuoi fratelli maggiori, che ti abbracciano con grande
calore!

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